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Il Popolo della LibertÓ e il centrodestra che sarÓ

Il 27 a Roma il Congresso fondativo del nuovo soggetto politico

di Filippo Pazienza

Dopo un lungo percorso, anche in Italia sembra compiersi con sempre maggiore insistenza il cammino verso un bipolarismo quasi completo, a poco dal divenire bipartitismo a tutti gli effetti. Dopo la nascita del Pd, infatti, anche a destra le maggiori formazioni dello schieramento che da 15 anni si presenta più o meno unito ai vari appuntamenti elettorali ha deciso di compattarsi sotto un unico simbolo. L'ultima, decisiva, settimana è iniziata col Congresso alla Fiera di Roma che ha sancito lo scioglimento di Alleanza Nazionale in vista della fusione con Forza Italia per la nascita del Popolo della Libertà. Accanto ad An e Forza Italia, assi portanti, entreranno a far parte del nuovo soggetto politico del centrodestra anche il Nuovo Psi, Democrazia Cristiana per le autonomie, Popolari liberali, Azione sociale, Partito Repubblicano, Riformatori liberali, Partito dei pensionati oltre al Circolo delle libertà e del buon governo, realtà che da sempre gravitano attorno Forza Italia.

Perso per strada l'Udc dopo lo strappo tra Berlusconi e Casini, acclarato da tempo il disinteresse della Lega a par parte del nuovo progetto, il discorso si sposta decisamente dalle parti di Via della Scrofa. E' fuori discussione che la nascita del Popolo della Libertà preveda ripercussioni molto più importanti tra le fila di Alleanza Nazionale piuttosto che nell'ambiente vicino al Presidente del Consiglio. Se per Forza Italia, infatti, si tratta di un processo per certi versi inevitabili che non porta alcun cambiamento interno, l'ormai ex partito di Gianfranco Fini, invece, entra decisamente in una nuova epoca politica. Quello andato in scena alla Fiera di Roma è stato l'epilogo di un lungo percorso iniziato in quel lontano 27 gennaio 1995 a Fiuggi. Un viaggio che ha permesso alla Destra italiana di togliersi di dosso i residui di estremismo affacciandosi alla stanza dei bottoni della politica italiana. Una "normalizzazione" esemplificata dal crescendo che ha portato Gianfranco Fini fino alla poltrona di Presidente della Camera.

Proprio il rapporto tra Fini e Berlusconi, e soprattutto il ruolo decisionale che verrò riservato agli ex An, è a questo punto l'elemento che suscita maggiore interesse. Storicamente considerati l'uno (il primo) delfino dell'altro, appare chiaro come almeno per ora non ci sia spazio per entrambi. A maggior ragione con la nascita del partito unico, il timone sarà più che mai solidamente in mano all'attuale premier. In questo senso, può risultare interessante un passaggio dell'intervento del ministro Ronchi nel corso dell'ultimo Congresso di An: "Qualcuno - ha aggiunto Ronchi - dice che stiamo per entrare in un partito con un monarca, una specie di grande Forza italia. Questo è un grande errore. Il Pdl ha sicuramente un grande leader, Silvio Berlusconi, ma ha anche un altro grande socio fondatore, Gianfranco Fini. Abbiamo due leader, ciascuno nel suo ruolo". Non è un caso, allora, che si respiri nell'aria del centrodestra l'ipotesi di una futura candidatura di Berlusconi al Quirinale per lasciare spazio al successore nel caso di ulteriori affermazioni sul centrosinistra.

Quanto al diretto interessato, intervenendo alla Fiera di Roma Fini ha dimostrato di conoscere perfettamente questo rischio e, consapevole dello stato d'animo di molti all'interno del suo schieramento, ha voluto come fugare ogni dubbio in materia: "Si chiude una fase della destra. Non c'è stato nessun regalo, non c'è stato nessuno sdoganamento, non si sdoganano le idee. Le idee si affermano. Il Pdl non sarà un partito di destra, ma la destra sarà un valore di quel partito". Per quanto riguarda i punti fermi del nuovo programma comune, il Presidente della Camera ha fatto riferimento a tre punti cardine: presidenzialismo, immigrazione e laicità dello Stato. Circa il primo elemento, Fini ha concesso aperture importanti ma con gli opportuni chiarimenti: "Il presidenzialismo non può essere un Parlamento messo in un angolo, al quale si chiede di non disturbare il manovratore. In ogni caso è finito il tempo del Bicameralismo perfetto".

Ferma e decisa anche la posizione in merito al rapporto con la Chiesa, particolarmente caldo in queste ultime settimane anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, primo fra i quali il "caso Englaro": "La laicità È un valore del Ppe, che ha smesso da tempo di essere un partito democristiano. Questo non significa negare il magistero della Chiesa o ignorare la dimensione della religione, ma collocare la religione nella sfera personale e privata e non in quella pubblica". Il collegamento alla svolta di Fiuggi torna prepotente anche in occasione delle parole sull'immigrazione, con le quali Fini sembra ancor di più voler tagliare i ponti col passato: "Una società multirazziale porrà problemi del tutto nuovi sul piano dei diritti. Ed è evidente che se noi parliamo del primato della persona umana, non puoi discriminare qualcuno perché è immigrato, anche se è clandestino. La società multietnica nel cuore del mediterraneo pone il problema del confronto con l'Islam; e non credo che il Pdl debba favorire l'intesa basata sul ripudio della superiorità e del fondamentalismo".

In attesa degli sviluppi futuri, ulteriori indicazioni sui primi passi del Partito della Libertà arriveranno sicuramente il prossimo 27, 28 e 29 marzo quando, a Roma, avrà luogo il Congresso fondativo. Sarà anche la prima occasione in cui i due leader saranno seduti l'uno al fianco dell'altro. Nel weekend che ha sancito lo scioglimento di An, infatti, Silvio Berlusconi ha preferito inviare un messaggio ("Cari amici di An, il mio non è un saluto formale, ma un atto di gratitudine e di riconoscenza ad un partito che dopo un lungo cammino ci consente, sulla spinta di milioni e milioni di elettori, di raggiungere tutti insieme un grande e storico traguardo") per non rubare la scena a Fini. Senza nulla togliere alle altre forze che hanno aderito al progetto, non è un mistero che il futuro del Pdl (per ora dato oltre il 40% dei consensi) passi soprattutto dall'equilibrio che si instaurerà tra le due anime più influenti.

[24-03-2009]

 
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