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Bilancio, consiglieri Pd occupano

protesta contro la decisione di accorpare, in un´unica discussione, la manovra di previsione

l'aula consigliare

Dopo due giorni di polemiche, occupazioni e proteste da parte dell'opposizione sono ripresi i lavori in Aula Giulio Cesare. I consiglieri del Partito Democratico sono tornati sui banchi dopo il cambiamento dell’ordine dei lavori.

L’opposizione contestava al presidente Pomarici un calendario troppo stretto per il dibattito sul bilancio pluriennale 2009 – 2011: quattro giorni, da ieri a giovedì per dibattere le 11 delibere, per le quali la maggioranza prevede solo un unico maxiemendamento.
 
Il Pd ha preparato 10mila emendamenti, l’obiettivo dei consiglieri di centrosinistra è allungare i tempi, visto che il documento di bilancio deve essere approvato entro il 31 marzo. 

"Il regolamento del Consiglio parla chiaro", spiega il vicepresidente democratico, Mirko Coratti: "Su delibere importanti come il bilancio o il Tpl, ogni consigliere può parlare anche 45 minuti, il tempo necessario per mettere in luce criticità e miglioramenti. L´ordine dei lavori presentato dalla maggioranza è una forzatura: decidere di negare il diritto di parola ai rappresentanti dei cittadini è un fatto politico e amministrativo gravissimo". E se il capogruppo pdl, Dario Rossin, stigmatizza l´accaduto come "irresponsabile e non consono a chi ha governato Roma per 15 ann", il democratico Massimiliano Valeriani accusa Alemanno: "Siccome non si fida della sua maggioranza, li ha costretti a incatenare una delibera all´altra". Ma l´assessore al Bilancio, Castiglione, getta acqua sul fuoco: "Quelle dieci delibere hanno ricadute sul Dpf ed è per questo che abbiamo deciso di accorparle». Ma l´opposizione è irremovibile. A notte fonda è ancora lì. E stamattina ci riprova. 

[24-03-2009]

 
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