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Furto di relique a La Storta

il Vescovo scomunica i ladri

"Regnans in excelsis, cui data est omnis in coelo et in terra potestas, unum sanctam Catholicam et apostolicam ecclesiam..."

Così comincia la scomunica “regnans in excelsis”, celebre bolla con la quale Pio V scomunicò e dichiarò deposta la regina Elisabetta I nel 1570. I ladri che si sono intrufolati nella cattedrale di Porto e Santa Rufina, a La Storta, rischiano di fare la stessa fine: difatti il vescovo della diocesi, monsignor Gino Reali, ha lanciato la scomunica contro coloro che hanno rubato reliquie preziosissime tra cui un frammento della santa Croce e altre di Ignazio di Lojola e Ippolito.

La parrocchia, come si evince dai cartelli, è chiusa per lavori di ristrutturazione dallo scorso luglio e il parroco don Adriano Furgoni non ha potuto far altro che deprimersi, lo scorso 18 marzo, di fronte agli armadi, ormai vuoti, che contenevano le teche e le 237 reliquie che chissà ora che fine hanno fatto.

Un colpo tremendo per la Parrocchia, “dopo tante tribolazioni, anche questa” ripeteva ieri don Furgoni, amareggiato per la triste scoperta, “purtroppo non sapevamo dove sistemarle altrimenti”. Indagano i carabinieri della Compagnia Cassia.

[23-03-2009]

 
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