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Dipendenti Teatro dell'Opera

sindacati minacciano lo sciopero

il Teatro dell'Opera di Roma

Pronti allo sciopero se il sindaco alemanno non convochera prima del 24 marzo il consiglio di amministrazione. E’ la sfida di Fials Cisal e Libersind Confsal, i sindacati automoni che rapprentano circa un terzo dei 600 lavoratori del teatro dell’opera.

Sulle barricate da giorni, da quando cioè il ministero dei beni culturali ha avviato la procedura di commissriamento della fondazione da 10 anni gestita dal sovrintendente Francesco Ernani che a meta’ febbraio si è dimesso, le due sigle sindacali minacciano di bloccare otto date dell’ l'Ifigenia in Aulide e per il re nudo al nazionale.

Rispetto al totosovrintendente che da i nomi di Maurizio Pietrantonio attualmente a capo della fondazione lirica di Cagliari, di Pino Ferrazza e di Renato di Benedetto, si dicono favorevoli come male minore a Pietrantonio.

Ma nell’incontro coi giornalisti difendono Ernani e attaccano il ministro Bondi. Gli 8 milioni di deficit, così come denunciato da Ernani alla stampa – spiegano - sono stati causati non dall’ottima gestione del sovrrintendente che ha raddoppiato gli spettatori, ma dal taglio di 87 milioni e mezzo di euro al fondo unico spettacolo dalla finanziaria 2009, che sta mettendo in ginocchio tutti i teatri d’ Italia.

Ieri al sindaco la richiesta di convocare il cda per appriovare il bilancio previsonale 2009 e bloccare l’applicabilità dell’articolo 21 della legge del 96, che vorrebbe dire bloccare il commissariamento. Accuse strumenatali quelle sul rosso in blilancio- ripete Roberto Conte di libersind – come è strumntale far credere adesso che lo sicopero sia contro Riccardo Muti, che Alemanno ha riferito di aver invitato ad assumere la carica di direttore musicale del prestigioso teatro romano.

 
 

[20-03-2009]

 
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