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Caffarella, Loyos resta in carcere

scagionato dal dna, custodia cautelare per calunnia

Alexandru Loyos

Resta in carcere , uno dei due romeni coinvolti nella vicenda dello stupro alla Caffarella, anche se il gip non ha convalidato il fermo per l'accusa di calunnia ai danni del connazionale Karol Racz. Nei suoi confronti è stata invece emessa un'ordinanza di custodia cautelare per calunnia nei confronti della polizia romena e per il pericolo di fuga, secondo quanto riferito dal pm di Roma Vincenzo Barba al termine dell'interrogatorio. Loyos resta dunque in carcere. Anche Racz è ancora in cella, perché nel frattempo è stato arrestato per un altro stupro, quello di Primavalle.

Prima dell'emissione del provvedimento, Loyos era comparso davanti al Gip e si era avvalso della facoltà di non rispondere.

"Il giudice - ha detto il Pm Barba spiegando i motivi della mancata convalida del fermo - ha ritenuto che non ci siano elementi per sostenere che i due romeni siano estranei allo stupro avvenuto nel Parco della Caffarella. Allo stesso tempo ha considerato gravi gli indizi relativi alle accuse rivolte alla Polizia romena. Non c'è nulla, infatti, che possa far ritenere che l'indagato sia stato pestato o minacciato".

La decisione del Gip Steidl sostanzialmente rimette in discussione le conclusione del Tribunale del riesame, che aveva annullato le ordinanze di custodia cautelare per la violenza sessuale compiuta ai danni della ragazzina di 14 anni. Come ribadito dal Pm Barba, la decisione di oggi del Gip "non esclude completamente il coinvolgimento dei due nei fatti del 14 febbraio scorso e, di conseguenza, non esclude che Loyos abbia calunniato il proprio connazionale".

Alexandru Isztoika Loyos resta comunque indagato non soltanto per calunnia, ma anche per autocalunnia e favoreggiamento. 

 
 

[13-03-2009]

 
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