Giornale di informazione di Roma - Lunedi 18 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Sequestro beni ad un noto antiquario romano

prestava soldi a tassi da usuraio, tra il 5 al 7%

Ufficialmente la sua fortuna era frutto del commercio in oggetti antichi, ma dietro le vetrine di antiquariato, forse ci celava una seconda attività illegale: l’usura.

Un noto antiquario romano è stato rinviato a giudizio per questo reato e stamattina i carabinieri hanno eseguito il decreto di sequestro preventivo sui suoi beni, emesso dal Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Roma su richiesta del Pubblico Ministero Pietro Pollidori. Tra i beni confiscati ci sono due negozi di antiquariato molto noti, tra cui uno con sede in Via del Babuino, ma anche tre appartamenti, un box auto e alcune autovetture.

L’indagine, condotta dal nucleo investigativo di Via In Selci, era partita alcuni mesi fa dalla denuncia di un imprenditore romano, titolare di un’agenzia di cambio valuta, presunta vittima dell’attività usuraia. Il prestito iniziale,  risalente a molto tempo prima,  come denunciato dall’imprenditore, ammonterebbe a 540 milioni di lire. In cambio di quel capitale, l’antiquario avrebbe preteso per anni un interesse mensile tra il 5 e il 7%. La vittima si sarebbe decisa alla denuncia quando il debito avrebbe raggiunto livelli insostenibili. In occasione della perquisizione della casa dello strozzino i carabinieri hanno trovato assegni per 12 milioni di lire, detenuti  a titolo di garanzia per i prestiti concessi.

[12-03-2009]

 
Lascia il tuo commento