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Centro di accoglienza ''Benedetto XVI''

''č area sottoposta a vincolo''

Non si tratterà di un regalo vero e proprio come ha specificato il portavoce del sindaco ma di sicuro è un gesto di apertura che però rischia di non realizzarsi. Parliamo dei 13 ettari di terreno dove dovrebbe sorgere il "centro di accoglienza "Benedetto XVI, terreno dove Alemanno vuole edificare una casa di accoglienza da affidare ad associazioni laiche e cattoliche, il terreno si trova tra la Cassia Nuova e la Flaminia, all'interno del Gra, in via dell'Inviolatella Borghese.

"A ricordo della storica visita del Santo Padre in Campidoglio, il Comune di Roma intitola a Benedetto XVI il Centro di Via dell´Inviolatella Borghese, nel quale verrà realizzato un polo specializzato per la formazione e il recupero della gioventù disagiata e dei ragazzi rom". Inizia così il testo della pergamena lavorata a mano che ieri il sindaco Alemanno ha donato a Joseph Ratzinger, ricevendo in cambio una copia numerata e autografata del "Compendio della dottrina sociale della Chiesa".

"Un gesto simbolico", recita la pergamena, "con il quale l´amministrazione comunale intende testimoniare al Papa la propria attenzione all´educazione e alla formazione delle giovani generazioni per fare di Roma la capitale della vita, della solidarietà e della speranza".

Ma sui 13 ettari di terreno dove dovrebbe sorgere il "Centro Benedetto XVI", secondo l'associazione ambientalista Vas "in base alla normativa vigente, sia di tipo urbanistico che di tipo paesistico-ambientale -spiegano dall'associazione- è del tutto inedificabile: quindi vi sarebbe vietata anche la costruzione di una pur pregevole nelle finalità casa d´accoglienza per giovani disagiati".

E Non solo. Approfondisce l´assessore all´Urbanistica del Lazio, Esterino Montino: "Tutta l´area è sottoposta a un doppio vincolo: quello archeologico relativo al Parco di Veio e quello paesistico-ambientale, che la Regione deve far rispettare su delega del ministero dei Beni culturali in applicazione del Codice Urbani". Dunque, "se si volesse costruire, ma anche ampliare il casale preesistente, bisognerebbe mettere in atto una lunga e complessa procedura autorizzativa. E cioè: chiedere all´ente parco una deroga al suo piano di assetto e un parere vincolante alla Regione".

 
 

[10-03-2009]

 
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