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Uguali e differenti

La mostra fotografica “Exactitudes” realizzata da Ari Versluis ed Ellie Uyttenbroek

Di Giuseppe Duca

Sposine, teenager, moicani, fan del tatuaggio e macellai sono solo alcuni dei protagonisti della mostra fotografica, “Exactitudes: uguali, differenti”, realizzata da, allestita fino al 26 aprile al Palazzo Incontro di Roma. Registrando i loro soggetti in un'identica cornice, con pose simili e uno specifico codice d'abbigliamento, gli artisti realizzano un archivio scientifico e antropologico dei tentativi fatti dalle persone per distinguere se stessi dagli altri, assumendo un'identità di gruppo specifica.

Il duo olandese, da sempre interessato ai "dress codes" (codici d'abbigliamento), ha sviluppato, nel corso degli ultimi quattordici anni, delle micro-raccolte tematiche per luogo e tempo. Infatti, "Exactitudes" (una contrazione dei termini inglesi "exact" e "attitude"), traducibile in "stesso atteggiamento", "stessa posa", è un'enciclopedia fotografica che raccoglie tutti gli stili, i modi di vestire e le tendenze degli ultimi anni, raggruppandoli in modo davvero originale, divertente ed intelligente.  

Nei momenti in cui si afferma l'incertezza e la sfiducia nel futuro c'è sempre una reazione istintiva, insita nell'essere umano, che lo spinge a rifugiarsi tra i cosiddetti simili. Un fenomeno che supera le classi sociali e non è circoscrivibile in confini geografici. Il vero problema è che questo istinto viene troppo spesso sfruttato da culture politiche irresponsabili che invece di governarlo lo cavalcano, lo usano per coltivare consenso.  

Iniziata nell'ottobre del 1994, la collaborazione tra Ari ed Ellie nasce da un interesse comune rivolto a questi codici relativi a diversi gruppi sociali, sistematicamente documentati nelle diverse identità, e la loro ricerca si ispira ai luoghi eterogenei e multiculturali scoperti nelle strade di Rotterdam, New York, Parigi, Milano e Pechino. Un progetto dove a prevalere non è solo l'aspetto documentaristico ma quello artistico, che pone in risalto l'apparente contraddizione tra identità e uniformità, un lavoro di osservazione lenta e minuziosa, di suddivisione in categorie e sottocategorie che, dopo le esposizioni di Parigi, Berlino, Londra, Toronto e altre città in tutto il mondo, ora è arrivata a Roma. Presenti alla mostra, tutte le 112 serie di "Exactitudes" che Ellie ha definito la loro "collezione di farfalle". Le fotografie di questa mostra, infatti, indicano meglio di qualsiasi discorso una verità semplice ma di straordinaria importanza. Anche tutti i cosiddetti “uguali” sono diversi tra loro, o meglio sono persone con storie, culture, religione, gusti e orientamenti sessuali propri. Di questa ricchezza non bisogna aver paura perché è un valore. Occorre dunque condivisione, conoscenza e rispetto, perché rispettare e conoscere le diversità che ci circondano rappresenta innanzitutto una grande opportunità. Il valore comune che ci deve unire e dare forza nella costruzione di una società che guardi con fiducia alle sfide del nuovo secolo.

[07-03-2009]

 
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