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Romeni scagionati da test dna

dalle nuove analisi emerge la presenza di dna di altri due soggetti

Gli ulteriori accertamenti disposti dalla Procura di Roma sulle tracce biologiche nell'ambito dell'inchiesta sullo stupro avvenuto il 14 febbraio nel parco della Caffarella hanno dato esito negativo.

Le analisi scagionerebbero Alexandru Loyos Isztoika, 20 anni, e Karol Racz, 36 anni, i due romeni in carcere in quanto accusati della violenza. Secondo il genetista Giuseppe Novelli dell'università Tor Vergata, potrebbe essere un mescolamento di dna di persone diverse a rendere impossibile un profilo genetico nei test. Il mescolamento del dna, spiega Novelli, può avvenire quando la violenza sessuale viene esercitata da più persone.

Dai reperti esaminati (tamponi prelevati sul corpo della ragazza e mozziconi di sigaretta) non sono emerse tracce di dna del fidanzato della vittima. Però la comparazione svolta dalla genetista Vecchiotti avrebbe confermato la presenza del dna di altri due soggetti e non di Loyos e Racz.

L’approfondimento di consulenza su tamponi, fazzoletti e mozziconi e su altri reperti era stato disposto perché gli esiti raggiunti dagli esperti della Scientifica andavano in un senso contrario rispetto al percorso delle indagini. Il contenuto complessivo delle analisi dna, una volta effettuate anche su altri elementi, tra cui i vestiti indossati dalla ragazza, sarà consegnato ai giudici del tribunale della libertà. La consulenza comunque non sposta il quadro accusatorio portato avanti da inquirenti e investigatori della Squadra mobile.

La posizione di Racz intanto si è poi ulteriormente complicata: ha ricevuto un'altra ordinanza di custodia cautelare in carcere per lo stupro di una donna di 41 anni avvenuto la sera del 21 gennaio in via Andersen, nel quartiere romano di Primavalle. Il provvedimento è stato firmato dal gip Silvia Castagnoli su richiesta del pm Nicola Maiorano, dopo il riconoscimento da parte della vittima di Racz come uno dei due stupratori. La ricognizione è avvenuta in segreto nei giorni scorsi è si è tenuta sotto forma di incidente probatorio, l'istituto del codice che consente a un atto istruttorio di assumere il valore di prova in un eventuale processo. Nei prossimi giorni Racz sarà sottoposto all'interrogatorio di garanzia per rispondere anche dell'episodio di via Andersen. Quando era stato interrogato dal gip Valerio Savio per lo stupro della Caffarella il romeno aveva detto: "Queste cose non le faccio, per carità non le ho mai fatte".

 
 

[05-03-2009]

 
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