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Rugantino Dance Opera

Al Greco un omaggio alla celebre commedia musicale

Di Giuseppe Duca

“Rugantino Dance Opera” è il titolo dello spettacolo in scena al Teatro Greco il prossimo 5 marzo, firmato da Gino Landi e Renato Greco, accompagnato dalle inconfondibili musiche di Armando Trovajoli.

L’intenzione degli autori è quella di rendere omaggio alla memoria di Garinei e Giovannini attraverso un’opera che, partendo dalle loro felici intuizioni, trova nella danza un rinnovato linguaggio espressivo. La cultura, la tradizione e soprattutto l’italianità rivivono nelle vicende di Rugantino, la maschera che più di ogni altra sa incarnare quel modo un po’ scanzonato e leggero di barcamenarsi giocosamente nelle vicende quotidiane così come nelle impreviste difficoltà. “Diverse sono le ragioni che mi hanno spinto ad abbracciare questo progetto – ha spiegato il regista Gino Landi - La prima è certamente il fatto che Pietro Garinei più volte mi aveva palesato il suo desiderio di realizzare una trasposizione coreografica di Rugantino. La seconda, è il particolare affetto che mi lega a questo spettacolo, per il quale ho curato la parte coreografica di tutte le edizioni teatrali, ad esclusione della prima e credo quindi di poter conoscere ed interpretare lo spirito che ha ispirato i due autori. La terza, ma non ultima, è la possibilità di ritrovarmi a lavorare con Maria Teresa e Renato Greco. Sono passati 40 anni da quell’edizione di Canzonissima che mi vedeva coreografo ed in cui ho visto nascere la loro storia d’amore, quando ancora la televisione era in bianco e nero. Oggi sono lieto di passare loro il testimone affidandogli la creazione delle coreografie di un lavoro così impegnativo ed importante”.

La partitura di Trovajoli, si caratterizza per la sua emozionante capacità di essere descrittiva e quindi coreografata. Un progetto pensato nel rispetto e nell’amore verso gli autori, cercando di mantenerne l’essenza, adattandolo tuttavia alle necessità di un’opera che non si esprime più con la parola, ma attraverso il corpo e la danza. Ci sono, infatti,  personaggi che è stato necessario eliminare dall’intreccio poiché non conciliabili con le esigenze estetiche di un balletto. Elementi centrali della narrazione rimangono Rugantino e Rosetta e il loro amore, bello, tenero e beffardo. “La danza è espressione di emozioni generate dagli interpreti per trasmettere i sentimenti che le compongono – ha osservato Renato Greco – dobbiamo il nostro successo alla capacità di comunicare tutto l’universo interiore attraverso il “passo a due” e quindi chiediamo ai nostri danzatori di immergersi nella musica, chiudere gli occhi e dare colore al buio… interpretare melodie come soffi di vento, come l’acqua di un fiume che scorre e d’un tratto dare senso al silenzio della solitudine… e poi, muoversi tra accordi che determinano il tempo, ritmi che misurano il battito del nostro sentire, magiche evocazioni per raccontare una storia diventata leggenda”.

[03-03-2009]

 
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