Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Teatro Roma
 
» Prima Pagina » Cultura Roma » Teatro Roma
 
 

Il ragazzo e la sua betoniera

Nell’ambito del progetto “Teatro e Carcere” al Piccolo Eliseo

Di Giuseppe Duca

E’ in scena al Piccolo Eliseo Patroni Griffi “Il ragazzo e la sua betoniera. Ovvero meglio la grammatica della pratica”, diretto da  Emanuela Giordano, con  Claudia Gusmano, Stefano Mereu, Laura Rovetti, Adriano Saleri.

Vincitore del Premio “Annalisa Scafi” 2008, lo spettacolo si inserisce nel progetto “Teatro e Carcere”, ormai giunto alla sua terza edizione, nato dalla fruttuosa collaborazione tra il “Centro Studi Enrico Maria Salerno” e il Teatro Eliseo. L’intento è quello di partecipare alla promozione delle iniziative teatrali di qualità che prendono forma all’interno del sistema penitenziario Italiano.

Per il terzo anno consecutivo, il Teatro Eliseo apre le porte alle esperienze legate alle arti sceniche che prendono vita nell’ambito delle realtà carcerarie. L’esperienza e i successi di questi anni hanno dimostrato come il  progetto Teatro e Carcere rappresenti un esempio di concreto reinserimento ed è testimonianza di quanto possa essere importante il contributo dell’impresa teatrale privata ai percorsi educativi e formativi disposti dall’Amministrazione Penitenziaria in materia di spettacolo e alla sensibilizzazione del pubblico sul difficile tema della detenzione, del recupero e della legalità.

Lo spettacolo racconta di Giuseppe, un ragazzo nulla facente con l’unica passione di collezionare abiti ed accessori firmati. Viene mandato a lavorare in un cantiere edile da un padre abbrutito dalla fatica e poco propenso al dialogo. L’esperienza è disastrosa. Giuseppe scappa dal cantiere ma non dice nulla in famiglia. Ogni mattina esce e fa finta di andare a lavorare. I genitori si illudono che abbia trovato la sua strada e cominciano a fare castelli in aria. Intanto, il tempo passa. A scadenza settimanale Giuseppe è visitato nel sogno da Zirulìa, severa professoressa che lo ha bocciato. La donna assume alternativamente il ruolo di fata turchina (poco incline al pietismo) e di fata morgana tentatrice. Sono naturalmente le due anime contrapposte del ragazzo, incapace di scegliere quale strada percorrere: quella della bugia, del nichilismo senza uscita, dello sfruttamento protratto delle scarse risorse famigliari, o quella più faticosa che necessita rigore e fatica, un investimento su se stessi, sulle proprie capacità. Un incubo finale costringe Giuseppe a prendere una decisione. Dopo qualche settimana la finzione viene scoperta.

Giuseppe si scontra con il padre, si fa picchiare, senza difendersi. Ammette di aver abbandonato il cantiere ma svela di essere tornato a scuola, e di aver recuperato i brutti voti. I genitori increduli davanti ad una pagella di sufficienze non possono che capitolare e sperare in una svolta sincera e duratura.

Lo spettacolo resterà in scena al Piccolo Eliseo Patroni Griffi (Via Nazionale, 183. Tel. botteghino: 06 4882114 | 06 48872222)  fino all’8 marzo.

[03-03-2009]

 
Lascia il tuo commento