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Cronache di reparto
 
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Il Giorno delle Suocere

“Dottore, le chiamo la prima paziente?”
“Sì, la faccia entrare.”
E’ una donna bionda, di circa quarant’anni. La signora si toglie i guanti e mi mostra le mani: sono terribilmente screpolate, in alcuni punti sono visibili anche delle piccole ulcerette.

“Dottore, non so più cosa fare con queste mani. Non vorrei che c’entrassero qualcosa i disinfestanti….sa, ormai li uso tutti i giorni.” “ Si occupa di giardinaggio?”
“ No, dottore, mi servono tutti i giorni per disinfestare casa dalle formiche. Sono animaletti terribili, possono trovare un varco ed entrare in casa quando io non me ne accorgo. Infatti, dottore, spero che la visita non duri tanto…devo assolutamente tornare a casa e riprendere con la disinfestazione”.

Quanto disinfestante ci vorrà mai per mandare via le formiche?
Mi racconta che l’operazione di disinfestazione la impegna per l’intera giornata e ormai dorme solo tre ore a notte. Comincia a prendere piede l’ipotesi che la paziente abbia una fobia. Senz’altro un caso curioso, mai sentita finora una fobia per le formiche.

“Ha mai provato a chiedersi perché proprio la formica…così piccola, indifesa, se vogliamo è pure facile da eliminare. Che male pensa che le possa fare?”

Sembra infastidita dalla domanda. “Dottore, gliel’ho già detto all’inizio: le formiche possono infilarsi in qualsiasi varco, ecco perché occorre sigillare porte e finestre. E poi proprio perchè sono silenziose possono entrare in qualsiasi momento, senza preavviso, come mia suocera.”

Mi sa che occorre approfondire. Così viene fuori che subito dopo il matrimonio, il marito di Elsa, questo il nome della giovane sventurata, aveva deciso di dare le chiavi di casa a sua madre, senza neppure chiedere alla moglie se fosse stata d’accordo. Elsa, di carattere docile e poco incline al litigio, non aveva mai protestato. Cosicché, da circa due anni, in qualsiasi momento della giornata e senza nessun preavviso, si ritrovava in casa la suocera, che aveva cucinato le lenticchie quando a lei andava invece di mangiare la carne, che esprimeva pareri che non le erano chiesti, che insomma faceva i comodi suoi con l’avallo del figlio.

Stai zitta oggi, stai zitta domani, con l’andare del tempo Elsa aveva sviluppato una fobia, raccogliendo nell’immagine della formica tutte le parole non dette e la sua voglia di eliminare quello che ormai era diventato un grosso problema, il problema suocera…

Squilla il cellulare. Chi è che rompe durante la visita? E’ mia moglie.
“Alfredo, ho dimenticato di dirti che oggi pomeriggio sono di rientro in ufficio. C’è da andare a prendere mamma dal fisioterapista.”

Oggi è giorno di suocere. Per evitare di essere noioso, quando torno a casa cerco sempre di non parlare dei casi di pazienti che mi capitano ogni giorno. Mi sa che oggi faccio un’eccezione. A Rita la storia della signora Elsa stasera a cena gliela racconto.

[28-12-2006]

 
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