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Distrutti alberi e piante a Castelfusano

Verdi accusano il Comune

A due settimane dallo sgombero della pineta di Castelfusano dalle tendopoli dei romeni il presidio continua. Anche stamane su via di Castelporizano, lungo la strada interna che costeggia la Colombo in direzione Roma c'erano polizia, militari e corpo forestale. Ma c’erano anche le ruspe per ripulire la preziosa macchia mediterranea.

Ed è proprio questo il punto contestato dagli ambientalisti di Ostia che gridano allo scandalo. Angelo Bonelli dei Verdi ha presentato un esposto alla magistratura contro l’operato del comune, perché ruspe e cingolati avrebbero distrutto lecci e preziosa vegetazione. 

"Hanno recepito subito l'istanza di Alemanno e hanno fatto tabula rasa di alberi e macchia mediterranea. Siamo a favore degli sgomberi ma vanno fatti rispettando l'ecosistema -ha detto Bonelli- L'abbattimento almeno di una ventina di lecci" denunciando come "non si possa entrare, in una Pineta protetta e fare uno sgombero con le ruspe".

"E' stato messo a punto da Ente Parco, Servizio giardini, Questura e Comune. Sono 4 i mezzi dei vigili del fuoco utilizzati fra cui ruspe e bulldozer con tanto di cingolato e benna all'interno della pineta impegnati per lo sgombero. Per ripulire il parco dalle baracche i mezzi sono entrati nella vegetazione facendosi strada e creando veri e propri sentieri di dimensioni diverse (da 2 metri di larghezza fino a 4) e abbattendo, per raggiungere gli insediamenti, quello che avevano di fronte lecci, pini e macchia mediterranea. I mezzi usati per ripulire Castel Fusano - denuncia Bonelli - si usano per buttare giù le case. Gli alberi non sono paline autostradali e non si possono ricreare. De Lillo non può autorizzare operazioni del genere dicendo che poi saranno piantati nuovi alberi. E' un modo di procedere a tolleranza zero sì ma contro la pineta di Castel Fusano".

[02-03-2009]

 
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