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Italian Genius Now

Al Macro Future di Testaccio la rassegna promotrice della creatività italiana

Di Nicola Navazio

Ha fatto il giro del mondo con grande successo di pubblico. E’ la mostra “Italian Genius Now”, prodotta dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, ospitata al Macro Future di Testaccio fino al 13 aprile che arriva nella capitale dopo Hanoi, Singapore, Seul, Tokio, Taipei e New Delhi.

Una rassegna che vuole essere facile e comprensibile. Una semplicità fatta di colori, eleganza, piacevolezza, e soprattutto arte, arte italiana perché l’arte, anche quella contemporanea è sempre arte.

E’ arte del momento. “Abbiamo voluto portare le immagini del nostro Paese all’estero - racconta il curatore Marco Bazzini -. Un’operazione resa possibile con la collaborazione del ministero degli Esteri, attraverso la direzione generale per la produzione e la cooperazione culturale che sulla mostra ha fortemente creduto”. Un racconto, o piuttosto una favola vera, tutta italiana, che parte dalla metà degli anni Cinquanta con l’avvento della Vespa, passa per la macchina per scrivere ed arriva all’oggettistica della Guzzini perché l’oggetto racconta la nostra storia.

Mezzo secolo di arte e design italiano alla ricerca di un dialogo tra i diversi campi della cultura estetica e materiale che resta l’immagine più rappresentativa dell’Italia. “Italian Genius Now” dimostra come nell’arte e nel design ci sia il genio creativo italiano.

E come non definire “genio” quell’ingegnere che inventò la Vespa utilizzando i motorini di aerei che giacevano inutilizzati nei magazzini? Forse nessuno conosce il suo nome ma Corradino D’Ascanio ha contribuito alla ripresa di una Italia che in quegli anni del dopoguerra stava ripartendo. E lo ha fatto utilizzando scarti della produzione della guerra. Ma questo è solo un esempio, come lo è l’invenzione della macchina da scrivere. Special guest per quest’ultimo appuntamento a Roma è Renzo Arbore, ambasciatore d’eccellenza del genio creativo italiano.

Arbore come ispiratore della collezione di design “Miami Swing”, con arredi sognati, brillanti e luccicanti, la casa dell’ironia e del divertimento. Tra i pezzi esposti anche il bar-tamburo, di Supersimo, e la poltrona di Simona Ventura a “Quelli del Calcio”. Inoltre, per la sede romana la mostra è stata ampliata anche con alcune opere della Collezione del Centro Pecci tra cui il grande lavoro di Mario Merz, “La spirale”, del 1990 e l’importante opera di Enzo Cucchi, “Senza titoli”, del 1989.

Ingresso libero.

[27-02-2009]

 
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