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Centrali nucleari nel Lazio

ipotesi Latina e Montalto di Castro

 C'è l'accordo Enel-Edf. C'è il via libera del governo. Ma per completare davvero il ritorno dell'Italia al nucleare - a parte l'ok del Parlamento - manca ancora il passo più complicato: la scelta dei siti per le nuove centrali atomiche. L'argomento, come ovvio, è delicatissimo, per la nostra regione l'ipotesi è quella di Latina.

L'accordo, secondo il premier, "comporta una politica nucleare condivisa, paritetica e di lungo periodo".

Berlusconi ha, poi, puntato il dito contro "il fanatismo ideologico di una parte politica" che "ci ha impedito la strada del nucleare". "Dobbiamo svegliarci dal nostro sonno, adeguarci, perché il futuro è nell’energia rinnovabile e nel nucleare", ha spiegato Berlusconi facendo sapere che l'Italia collaborerà "alla realizzazione di altre centrali nucleari in Francia e in altri paesi" e "affronterà la costruzioni di centrali nucleari in Italia, con al nostro fianco la Francia che ci ha messo a disposizione il suo know how, ciò che ci consentirà di risparmiare diversi anni e iniziare la costruzione delle centrali in un tempo assolutamente contenuto".

 Le prime località candidate ad accogliere il nuovo nucleare potrebbero essere le stesse cinque aree dove oltre vent'anni fa l'atomo made in Italy muoveva quelli che si pensava fossero i suoi ultimi passi: Trino Vercellese, Caorso (Piacenza), Garigliano (Caserta) e soprattutto Montalto di Castro (Viterbo) e Latina.

Nella nostra regione, si è parlato di Latina come possibile sito per la costruzione di una centrale, ma anche -in provincia di Viterbo- la possibile candidatura di Montalto di Casto. Per quanto rigurda la nostra regione l'assessore all'ambiente del Lazio Zaratti è categorico.

 "Il Lazio non è disponibile all'individuazione sul proprio territorio di alcun sito atomico per future centrali nucleari. Continueremo ad investire sulla crescita delle rinnovabili e sull'efficienza energetica -spiega Zaratti- la strada maestra per ridurre le emissioni serra e per sostenere le piccole e medie imprese. L'accordo siglato dal governo Berlusconi - aggiunge Zaratti - è un regalo alla Francia, in un momento di grave crisi economica per le nostre imprese, che produrrà solo un'ulteriore aggravio per le bollette dei cittadini. Invece di rafforzare il sistema di incentivi per promuovere le energie rinnovabili e i piani di efficienza energetica, che rappresentano la nuova frontiera per un green deal dell'economia, così come sta facendo Obama negli Stati Uniti, si vuole tornare ad investire sul nucleare, con ingenti risorse a favore del costruttore francese".

IL SONDAGGIO, SEI D'ACCORDO CON IL NUCLEARE?

 
 

[25-02-2009]

 
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