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Le bugie anche se in ritardo... arrivano!

Le possiamo chiamare falsità, menzogne, frottole, fandonie ma sempre di bugie stiamo parlando.
Ce ne sono di tutti i tipi: “le bugie bianche”, “le bugie a fin di bene”, “le bugie  per nascondere una triste verità”…. è vero che non tutte le bugie hanno lo stesso peso ma si tratta sempre di cose non vere.

Un bambino piccolo che dice qualche bugia lo fa perché ha paura di essere sgridato, ha paura delle punizione.
Ma un adulto, che come tale distingue tra il vero e il falso e tra finzione e realtà, avendo anche sviluppato la ragione, di chi ha paura? 
Ci creiamo l’alibi che a volte le bugie “sono essenziali”, ma chi l’ha detto? 
Come facciamo ad avere la certezza che i diretti interessati non vogliono sapere la verità e che preferiscono vivere senza sapere?
Credo proprio che chi racconta bugie ha fortemente paura di prendersi le proprie responsabilità, ha paura delle conseguenze, un po’ come i bambini hanno paura delle punizioni. 

Esistono varie tipologie di bugie:
Ci sono le bugie cosiddette “vanterie” che servono a “farsi belli” di fronte agli altri e che consentono di dare sfogo ai propri desideri di grandezza e in genere si estendono anche alla famiglia. Più che di vere bugie si tratta di tentativi di modificare la realtà ricorrendo alla magia del pensiero e dell'immaginazione. Questa è la classica “simpatica canaglia”, che dietro ad una persona forte, simpatica, seducente, dietro l’aria spavalda può nascondersi una forte mancanza di autostima.
Ci sono le “bugie di discolpa”: chi ha poco da nascondere, ma lo fa con una catena di bugie. Queste persone vivono con sensi di colpa, ma non sono abbastanza forti per far affrontare la verità.
C’è persino chi rimuove “il fattaccio” facendo finta che nulla è successo e continua così la propria vita con la solita tranquillità. Sono queste le persone che non trovano pentimento nel gesto sbagliato ma che messi davanti all’evidenza continuano a negare. 
Poi c’è la categoria peggiore: “le calunnie” quelli che raccontano bugie a discapito di qualcuno o di qualcosa, danneggiando il prossimo sia essa persona cara o non. 
Tutte queste persone hanno comunque come minimo comune multiplo la mancanza di coraggio ad affrontare la verità e la paura di essere giudicati per quello che non sono. Hanno paura delle conseguenze dei loro gesti  e di non essere compresi e quindi di non essere perdonati.

Io credo che dentro ciascuno di noi c’è un piccolo pinocchio e chi afferma di non dire mai bugie è un “vero bugiardo”.
Le bugie, ricordiamoci sempre, hanno il naso lungo e le gambe corte e prima o poi la verità ha la meglio. 
Quando ci viene smascherato l’inganno è poi difficile doverci  spiegare e giustificare e questo a volte porta delle conseguenze irreparabili, perché quasi sempre viene associata al mancato pentimento. 
Capisco che è sempre difficile raccontare la verità quando sappiamo che quello che confessiamo è qualcosa di grave che potrebbe far soffrire altre persone, ma credo che sia l’unico modo per recuperare l’errore e per far arrivare dritto al cuore anche il nostro pentimento ma soprattutto la nostra maturità.
 
scrivete a: alessandrascortichini@yahoo.it   

[22-02-2009]

 
 
 
 
Commenti
  • BAHHH[19-07-2010 17:44:09]

    TU SECONDO DEVI AVERNE DETTE TANTE DI BUGIE

  • Pinoccho[25-02-2009 13:16:01]

    Si è vero, la verità è ciò che ognuno di noi vorrebbe sempre sapere ma in realtà se ci pensiamo bene la verità nessuno la dice al 100% perchè rischia di offendere, mettere a disagio, risaltare difetti evidenti, creare preoccupazioni ecc. Insomma....dire le bugie è un arte e se non si è tegliati bisogna evitare!!! Io invece ho preso un master in bugie e le dico talmente bene da creare equilibrio ed armonia alla persone che mi sono vicine. Che ne pensate?

  • Compagno di viaggio[23-02-2009 19:36:18]

    Ci sono anche le bugie per ipocrisia: le bugie che si dicono affermando una cosa e comportandosi poi in modo diverso. Mi chiedo a cosa servono queste bugie se non ad alimentare false aspettative in chi ti sta a sentire. Soprattutto se, per definizione, credi a quello che ti dicono gli altri, salvo poi doverti ricredere.

 
 
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