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Il curioso caso di Benjamin Button

di David Fincher. Con Brad Pitt, Cate Blanchett

di Svevo Moltrasio

Nella prima metà del secolo scorso nasce Benjamin, affetto da un’incredibile malattia che dalla vecchiaia lo porta alla giovinezza: bambino con le rughe e i capelli bianchi, il nostro diventa un vecchietto con le fattezze di un neonato. In uno stato simile l’amore sarà un’impresa..

Prendendo spunto da un racconto di Francis Scott Fitzgerald, David Fincher torna al cinema a due anni dal sorprendente ZODIAC. Il regista ritrova Brad Pitt e la sceneggiatura è ad opera di Eric Roth, già sceneggiatore di FORREST GUMP, pellicola da cui recupera più di un’idea. Il percorso cinematografico di David Fincher continua a maturare: dopo un’inaspettata virata, messa in atto nel film precedente, verso uno stile meno invadente pronto a sottolineare le belle sfumature di una sceneggiatura, qui il regista si affianca al grande kolossal americano. Le peripezie di questo più che curioso personaggio, servono per raccontare uno spaccato di storia americana, oltre che una vicenda d’amore impossibile.

Qui affiorano chiaramente le similitudini con il cugino Forrest, punti di contatto che si fanno irritanti in alcuni spunti che rischiano di risultare veri e propri ricicli – la barca, il capitano, la guerra, le contraddizioni della fidanzata, i tormentoni -. Il film visivamente è innegabilmente affascinante, con un lavoro sull’immagine di grande spessore, ed effetti – speciali e di makeup – sorprendenti, ma ad oggi queste sono qualità che raramente possono bastare. Purtroppo la vicenda, dopo un’interessante prima parte nell’ospizio in cui muove i primi faticosi passi il protagonista, si perde in una catena di aneddoti e personaggi di un’allarmante inutilità.

Fincher riprende tutto, dai flash back dei racconti, ad un’articolata quanto inutile concatenazione di avvenimenti per raccontare un banale incidente, saltella in continuazione su diversi piani narrativi di cui uno, ai giorni nostri, completamente superfluo e di cattivo gusto. Inevitabilmente così si finisce per perdere di vista il senso dell’opera, indebolendo un grande potenziale che contava su di una storia d’amore struggente. Sopravvalutata la prova di Pitt.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[22-02-2009]

 
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