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Gioielliere uccise due ladri

ora accusato di omicidio volotnario

la gioielleria dove avvenne la rapina

Uccise due ladri che stavano rapinando la sua gioielleria nel quartiere Testaccio il 9 maggio 2003. Ora, sollecitato dal giudice monocratico, per il pm il gioielliere Massimo Mastrolorenzi deve rispondere non di eccesso di legittma difesa ma di omicidio volontario.

E con questa accusa Mastrolorenzi comparirà davanti al gup che dovrà decidere. La formulazione del nuovo reato fu sollecitata all'inizio dell'anno dal giudice monocratico di Roma, Roberto Ranalli, che restituì al pm Erminio Amelio gli atti relativi alla posizione di Massimo Mastrolorenzi.

Secondo la ricostruzione accusatoria i due ladri, Giampaolo Giampaoli e Roberto Marai, entrarono nella gioielleria di Mastrolorenzi con il pretesto di esaminare alcuni orologi. Poi minacciarono l'uomo, lo immobilizzarono, gli legarono i polsi lo rinchiusero nel retrobottega. Mastrolorenzi riuscì a liberarsi, impugnò la sua pistola e sparò alcuni colpi che raggiunsero i due banditi.

Il giudice restituì gli atti al pm perché fu accertato che Mastrolorenzi avrebbe sparato ai rapinatori mentre erano voltati di spalle e disarmati. Non solo: per il giudice, il gioielliere, al momento degli spari, non era sottoposto ad alcun rischio ma avrebbe sparato solo per difendere il proprio patrimonio. Il pm Amelio, a conclusione della requisitoria, aveva chiestola condanna di Mastrolorenzi a 8 anni di reclusione.

 
 

[20-02-2009]

 
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