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Puccini e la Luna

fino al 15 marzo al teatro Manzoni

di Giuseppe Duca
 
Per il 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini, il Teatro Manzoni di Roma ospita uno spettacolo di prosa e lirica dal titolo “Puccini e la Luna”, diretto ed interpretato da Carlo Alighiero, con Laura Lattuada. “E’ un tentativo di creare una commedia unica con due linguaggi – spiega Alighiero - dove la musica interagisce con la prosa e viceversa”. L’azione si svolge nel 1924. La luna, l’ispirazione, la donna, il sesso, il rifugio. Per Puccini sono rappresentate dalla sua ultima amante, Rose. Un invenzione, non lontana dalla realtà.
Protagonista con Puccini e Rose, è naturalmente la musica…

“Si. Alcune delle più belle arie del Maestro sono suonate e cantate dal vivo dagli altri personaggi della commedia: un maestro di musica, due soprano, un tenore, una mimo e una segretaria. Ovvero, Enzo De Rosa, Rosita Tassi, Margherita Pace, Ugo Tarquini, Caterina Genta e Rossella Vicino”.

In questo spettacolo, che figura emerge di Puccini?

“Ripercorrendo alcuni momenti della vita del Maestro lo spettacolo cerca di descrivere al meglio il suo carattere, le sue debolezze, il suo pensiero. La critica smaliziata, e la sua insofferenza per la ‘nuova musica’ di Schönberg. Il Maestro intendendo la musica come  un qualcosa in continua evoluzione, è incuriosito da queste nuove tecniche, da tutto ciò che è strumentale. Tentato dal nuovo, vorrebbe in qualche modo trasformarlo e inserire quanto c’è di valido nel suo ultimo lavoro, ‘Turandot’, ma senza tradire il suo teatro, le sue amate eroine la sua musica.

Questo conflitto lo porta a una crisi creativa, che ormai dura da alcuni anni, e ad una accentuata stagnazione del lavoro”.

Cosa c’entra la Luna?

“In questo particolare momento lo tradisce, non è più fonte di ispirazione ma di dubbi. Accentuati e moltiplicati nella commedia da colei che dovrà essere la futura protagonista di Turandot, la sua bellissima e giovane amante Rose Ader. L’opera non cammina, non si conclude con il trionfo della principessa come lei vorrebbe. Cosciente della crisi creativa del Maestro lei lo accusa di essere vecchio, finito, di non avere più idee. Puccini reagisce e cerca di superare il momento critico scegliendo la soprano che in Turandot dovrà sostenere il ruolo della dolce schiava Liù e lavorando con lei. Questo scatena Rose che si sente scalzata artisticamente dal suo ruolo di protagonista”.

E poi?

“Il contrasto, fonte di violente scenate e la malandata salute di Puccini, creano  in lui un’ansia  che gli impedisce di portare a termine il suo ultimo capolavoro. ‘Turandot’ andrà in scena incompiuta alla Scala con la direzione di Arturo Toscanini nel 1925. Un anno dopo la morte del Maestro”.

“Puccini e la Luna” resterà in scena al Teatro Manzoni (via Monte Zebio 14/c tel.06/3223634) fino al 15 marzo.

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21, domenica ore 17.30 lunedì riposo. Giovedì 5 marzo ore 17 e ore 21.

[19-02-2009]

 
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