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Morto l'uomo trovato bruciato in via Casilina

I carabinieri ''č stato un gesto disperato''

Dopo due giorni di agonia è morto all'ospedale Cardarelli di Napoli Antonio Landolfi, l'operaio che si è dato fuoco qualche giorno fa a Roma in via Casilina. I Carabinieri escludono si sia trattato di un atto violento bensì un'azione dimostrativa di protesta dell'uomo.

Landolfi ha riportato il 96% delle ustioni in tutto il corpo ed era giunto al reparto specializzato dell'ospedale partenopeo in disperate condizioni, i medici già nei giorni scorsi davano per impossibile che l'operaio potesse scampare alla morte. La tragedia risale all'inizio della settimana quando l'uomo esce di casa per andare a riscuotere una somma di denaro, verso la sera la moglie lo cerca più volte al telefonino senza trovarlo.

A quel punto la famiglia si allarma fino alla tragica notizia che l'operaio si è dato fuoco in strada con l'uso di alcune tanniche di benzina, i carabinieri l'hanno trovato completamete avvolto dalle fiamme, in un primo momento si è pensato ad un'aggressione e gli inquirenti tiravano in ballo l'ipotesi che potesse essere una ritorsione della criminalità organizzata. L'ipotesi più plausibile, secondo i Carabinieri, è che possa essere stato un gesto disperato di Landolfi a causa dei troppi debiti che l'uomo aveva da pagare.

Marco Chinicò

[14-02-2009]

 
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