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Charles Darwin 1809 - 2009

Mostra a Palazzo delle Esposizioni

 Di Manuela Navazio

Charles Darwin arriva nella capitale con la mostra allestita all’interno delle sale del Palazzo delle Esposizioni celebrando i duecento anni della sua nascita. Si tratta di un importante rassegna scientifica, forse la più esaustiva realizzata sul naturalista inglese, che con le sue idee rivoluzionò il mondo.

 “Darwin 1809-2009” è stata organizzata dall'Azienda Speciale Palaexpo e da Codice. Idee per la cultura e si basa su una mostra organizzata dall'American Museum of Natural History di New York in collaborazione con il Museum of Science di Boston, The Field Museum di Chicago, il Royal Ontario Museum di Toronto e il Natural History Museum di Londra.

Rispetto all'edizione anglosassone, il percorso espositivo è stato arricchito  con due sezioni inedite, dedicate rispettivamente al darwinismo in Italia e all'origine dell'uomo. Un ulteriore approfondimento è stato inoltre ideato da Telmo Piovani, affiancato i curatori Niles Eldredge e Ian Tattersal, tra i maggiori evoluzionisti del momento. Decisamente soddisfatto dell'allestimento romano, emozionante e pieno di luce, Eldredge ha spiegato che lo scopo della mostra è quello di raccontare il processo creativo che sta dietro alle teorie darwiniane. E se Darwin ci ha lasciato qualcosa come 13 milioni di parole, tra taccuini, lettere, libri, è quindi facile ricostruire la sua lunga avventura. Il taglio individuato è stato quello di mettere in risalto il lato della ricerca scientifica. Questa è difatti un'attività profondamente umana, non dissimile da qualsiasi altra produzione culturale, contraddistinta dalla creatività.

 Le sezioni introduttive illustrano la scienza prima di Darwin, per introdurre quindi alla sua giovinezza, la difficoltà di trovare la strada giusta, poi i cinque anni in mare, a bordo della nave “Bearle”, e le sue più importanti fonti di ispirazioni. Non solo le Galapagos, ma anche il Sudamerica, l'Australia e le ricerche del geologo Giambattista Brocchi, che lo avevano molto influenzato. "Senza Brocchi - ha detto Eldredge - non ci sarebbe stato Darwin", come dimostrano gli appunti del 1832, che precedono di tre anni la sosta alle

Galapagos. La mostra indaga il dibattito dopo la pubblicazione del “L'origine delle specie” fino ad arrivare all’”Origine dell'uomo”, che viene approfondito in una suggestiva sezione conclusiva che spiega lo stato attuale della ricerca.           

La mostra chiuderà i battenti il prossimo 3 maggio.

[13-02-2009]

 
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