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I Fratelli Grimm e l'Incantevole Strega

di Terry Gilliam. Con Matt Damon, Heat Ledger, Monica Bellucci

Primi dell'Ottocento, le truppe francesi di Napoleone hanno invaso le campagne della Germania. Tra streghe e bambini rapiti si diffondono nei villaggi dei poveri contadini angosce e paure, a chi chiedere aiuto? Ma a Jill e Jake Grimm, fratelli valorosi abituati a combattere ogni sorta di maleficio e a guadagnarsi da vivere vagabondando per i campi in cerca di comunità da salvare. Peccato siano dei truffatori e che le loro coraggiose gesta siano frutto di messe in scena ben congegniate con tanto di collaboratori, trucchi ed effetti speciali.

L'idea originale che fa da tappeto narrativo nel nuovo film di Terry Gilliam, sono i piccoli eventi che si manifestano nell'ultima missione che vede coinvolti i celebri fratelli, episodi che richiamano alla memoria le numerose favole scritte dai veri Grimm, qui romanzate e messe per iscritto nel diario aggiornato ogni giorno dal più credulone dei due fratelli. Sarà proprio quel diario la teca delle note storie di cappuccetto rosso e compagnia. Se lo spunto di partenza potrebbe essere affascinante, il film si avvale però di una sceneggiatura frammentata dove l'intreccio di base, che vede lo svolgimento della storia con protagonista la strega Monica Bellucci, qui al suo ennesimo ruolo marginale fuori dalle produzioni italiane, è banale e ripetitivo.

L'alternarsi delle brevi citazioni favolistiche, vedi la già citata cappuccetto rosso ma anche l'omino di marzapane e via dicendo, se da un lato permettono a Gilliam di elaborare grazie al suo talento visivo scene ben congegnate, dall'altro contribuiscono a rendere fortemente altalenante il percorso del film. Siamo appena usciti dalla trilogia del SIGNORE DEGLI ANELLI e nell'imbatterci nuovamente con foreste dagli alberi che si muovono minacciosi e torri sovrastanti si ha un senso di stanchezza, e come atmosfere non siamo lontani dal più vecchio IN COMPAGNIA DEI LUPI di Neil Jordan.

Certo non si può dare la colpa a Gilliam, regista dall'indubbio talento ma che viene da un periodo di disavventure (vedere il recente documentario LOST IN LA MANCHA), qui costretto a confezionare dignitosamente un prodotto commissionato dagli studios hollywodiani in cui non convince neanche la sua abituale direzione degli attori sopra le righe, così che tutti gli interpreti appaiono fuori parte (in testa il protagonista Matt Damon).

**

Svevo Moltrasio

[24-11-2005]

 
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