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Ruba su Msn foto di una ragazza

indagato giovane hacker romano

Aveva "crackando" il computer di una ragazze riuscendo ad accedere ai file personali di una giovane mentre era in chat, foto e informazioni. Poi aveva minacciato la giovane di 24 anni di pubblicare tutto se non avesse fatto ciò che le chiedeva.

Il pm di Roma, Pietro Saviotti ha concluso le indagini preliminari a carico di Renato, 36 anni, indagato per il reato di minacce e accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico. L'uomo, un romano che vive a casa con i genitori, si è rivelato invece un abile hacker.

Secondo le accuse utilizzava le proprie conoscenze informatiche per molestare le ragazze conosciute in chat tramite il sito "Msn Messenger" . Sino a quando la sua ultima vittima, Tamara D. M., ha deciso di denunciarlo alla polizia postale.

Il contatto tra lei e l'hacker avvenne nel marzo 2007: la giovane fu agganciata mentre stava chattando su Msn con il suo nickname "Xenia". "Renixo", questo il presunto nickname dell'indagato, le disse di essere in possesso di molte sue foto personali. La giovane pensò ad una burla ma "Renixo" le mostrò online tutti i file. Non solo la minacciò che avrebbe riversato tutto il materiale su siti porno. Scatto così la denuncia e la polizia risalì all'identità di "Renixo".

L'uomo, interrogato dagli inquirenti e difeso dagli avvocati Gianluca Arrighi ed Emanuela Santarelli, ha confermato di essere lui "Renixo" e di chattare su Msn per molte ore al giorno ma ha negato le molestie.

Renato S. ha detto inoltre di chattare con tantissime ragazze con le quali scambia spesso video e fotografie e non ha escluso che, tra le sue tante conoscenze virtuali, ci fosse anche Xenia, ma ha affermato di non aver mai molestato alcuna ragazza, quindi neanche Tamara-Xenia.

L'avvocato Gianluca Arrighi ha dichiarato: "Se e quando si arriverà al dibattimento sarà necessario disporre una serie di perizie tecniche per trovare eventuali riscontri alle accuse formulate dalla ragazza. Non v'è comunque agli atti alcuna prova che sul computer del nostro assistito fossero state scaricate le fotografie della denunciante o altri file presenti sul suo hard disk. Ritengo quindi che l'intera vicenda si risolverà in una bolla di sapone".

[11-02-2009]

 
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