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Operazione Valchiria

di Bryan Singer. Con Tom Cruise, Tom Wilkinson, Kenneth Branagh

di Svevo Moltrasio

Il colonnello Stauffenberg e un manipolo di tedeschi, tra politici e militari, organizzano un attentato contro Hitler per porre fine alla guerra e alle sue atrocità. Che non andrà a finire bene già lo sappiamo, ma i colpi di scena non mancheranno.

Il nuovo film di Bryan Singer segue le deludenti pellicole supereroistiche, X MAN e SUPERMAN, e segna una nuova collaborazione con lo sceneggiatore Christopher McQuarrie, già autore de I SOLITI SOSPETTI, pellicola più acclamata del regista. Il film è stato accompagnato da innumerevoli polemiche, soprattutto di matrice tedesca, e da problemi di ogni tipo, per una faticosa lavorazione che faceva propendere per un flop annunciato: invece il film ha riscosso incassi dignitosi in tutto il mondo e la critica è stata molto meno malevola di quanto si temesse.

La vicenda narrata è quella relativa all’ultimo dei quindici atti terroristici organizzati contro la figura del Führer Adolf Hitler, tutti, compreso quello raccontato nel film, immancabilmente non andati in porto. Tornando nella Germania oppressa dagli ultimi anni della guerra, Singer mette in scena un calibrato intrigo spionistico con una cospirazione messa in atto da una manciata di tedeschi indignati dalle scelte del proprio capo. Il film è costruito con grande maestria, con scene avvincenti che tolgono il fiato, e una regia che riesce a creare tensione e partecipazione nonostante si tratti di un thriller di cui il finale è noto già in partenza.

Peccato però che la ricostruzione storica è molto semplicistica, e ciò che muove i personaggi, le loro motivazioni, siano risolte in poche e approssimative battute, tanto che al film sembra mancare un inizio e una fine. Per questo i personaggi non assumono mai un vero spessore, rischiando di apparire un po’ monocordi, soprattutto il protagonista, nonostante un ottimo cast fin troppo variopinto – tra la star hollywoodiana Cruise, e una serie di raffinati comprimari che si dividono tra inglesi, americani, irlandesi e tedeschi –. E Singer non è nemmeno interessato alla crepuscolare malinconia di un’ingegnosa quanto fallimentare operazione, limitando così la pellicola a qualità esclusivamente di genere.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - singer - cruise - storico
 

[10-02-2009]

 
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