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Il Sole

di Aleksandr Sokurov. Con Issei Ogata

di Svevo Moltrasio

Agosto del 1945 il Giappone dopo aver vissuto la tragedia di Hiroshima, tallonato dalle truppe americane, vive la resa dalla voce dell'imperatore Hirohito. Trama più che scarna per il nuovo film di Aleksandr Sokurov regista originale e dall'inconfondibile tocco: IL SOLE chiude quella che è la trilogia sui potenti del Novecento dopo il Lenin di TAURUS e l'Hitler di MOLOCH.

Da sempre ossessionato e interessato a raccontare la storia, Sokurov la osserva nei modi più impensabili e affascinanti. In ARCA RUSSA ha raccontato tre secoli della grande Russia in un unico piano sequenza, magnificando ogni singolo particolare incontrato in quello straordinario viaggio all'interno del museo dell'Ermitage. Oggi, sulla falsa riga di MOLOCH, ne IL SOLE racconta le inquietudini dell'imperatore Hirohito, specchio di un intero paese, con una cadenza diluita fino all'inverosimile e soffermandosi su ogni minimo movimento del protagonista.

Grande parte del film è svolta negli interni del rifugio dell'imperatore, unico edificio ancora in piedi del Giappone devastato dalle bombe nemiche; ambienti spogli e lugubri con pochi personaggi ingobbiti e stanchi. Fuori non va meglio, le macerie sono ovunque e un triste sole grigio non riesce ad illuminare il paesaggio. Si respira un' aria di morte e rassegnazione contrapposta alla forte svolta interiore di Hirohito pronto a rinunciare alla propria natura divina per il bene del paese. Coprotagonisti della vicenda sono gli americani e il generale MacArthur che nei duetti con l'imperatore giapponese, le scene più belle del film, da vita alla resa quotidiana delle grandi pagine della storia tanto cara e ricercata da Sokurov. Ed è proprio nella contrapposizione con i militari statunitensi che escono fuori gli aspetti più affascinanti e imprevisti di questo imperatore buffo e chapliniano.

La ricerca formale del regista è ormai nota, basti pensare al già citato e sofisticato piano sequenza di ARCA RUSSA, ma mai fine a se stessa. Qui i tempi si dilatano a dismisura, per questo il film non è di facile accesso né per tutti i gusti, e i movimenti sono come rallentati all'interno di inquadrature ricercatissime - è lo stesso Sokurov a curare la fotografia - e perlopiù statiche. La storia è la protagonista assoluta, con i personaggi e gli avvenimenti che hanno segnato il percorso del pianeta, incastonata in una dimensione sospesa del tempo, come in un sogno grigio e oscuro ma carico di malinconia.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - Sokurov
 

[26-11-2005]

 
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