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Il silenzio come mezzo di comunicazione

Talvolta ci troviamo di fronte persone con le quali non riusciamo più a dialogare e rinunciamo al confronto perché riteniamo di non aver più niente da dire. Perché abbiamo paura quando ci mancano le parole?

Molte volte viviamo il silenzio con imbarazzo e quindi ci sforziamo di dire qualcosa di carino, che faccia ridere, che sia originale, facciamo domande su domande, raccontiamo di cose che probabilmente non interessano a nessuno. Tutto questo solo perché il silenzio ci spaventa, non ci mette a nostro agio, non sappiamo gestirlo. 

Il linguaggio non è soltanto rappresentato da quello che viene esplicitato verbalmente, ma la vera comunicazione nasce proprio dal “non detto”,  da ciò che viene omesso in una comunicazione verbale. Il silenzio non significa mancanza di parole, significa sforzarsi ad andare oltre, penetrare la persona e comprendere quello che ci sta dicendo. Solo un linguaggio che prevede al suo interno un posto specifico per il silenzio è in grado di stabilire un contatto emotivo positivo con la realtà.

Comunicare nel silenzio è la più grande forma di dialogo che si possa raggiungere. Il silenzio chiarisce più di ogni altra parola; ci aiuta a riflettere, a pensare, a conoscersi, a valutare, a goderci di più tutto quello che ci circonda. E’ un mezzo per arrivare alla nostra anima. E’ un mezzo per arrivare all’anima del nostro interlocutore.

Dove non c’è silenzio non c’è neppure parola. Quando manca il silenzio non può esserci ascolto. Appena le nostre labbra si addormentano, si sveglia l’anima e si mette al lavoro: perché il silenzio è l’elemento pieno di sorprese, di pericolo, di felicità, nel quale le anime si possono unire liberamente.

Il silenzio è anche un ottimo mezzo per imparare ad ascoltare: saper ascoltare è tanto difficile quanto saper parlare. Per migliorare la qualità delle nostre relazioni, per comprendere fino in fondo l’altro, ma soprattutto per comprendere principalmente noi stessi, dovremmo tacere di più e imparare a riflettere, a vedere quello che gli occhi non possono vedere e ad ascoltare quello che le nostre orecchie non possono ascoltare.

Bisogna aprire il nostro cuore e solo in quel momento potremmo vedere che il silenzio è l’unico mezzo vero e sincero che abbiamo a disposizione. Il silenzio non ci inganna.

Come il linguaggio ha molti significati, anche il silenzio ha diverse dimensioni:il silenzio in un abbraccio, il silenzio di uno sguardo, il silenzio come riflessione, il silenzio come paura, il silenzio come ascolto. Tutto questo arricchisce molto di più di ogni più complessa e articolata parola. 

scrivete a: alessandrascortichini@yahoo.it  

[08-02-2009]

 
 
 
 
Commenti
  • Lex[22-12-2009 20:31:50]

    Cio Leo, condivido pienamente quanto hai scritti. Forse come dice Alessandra il silenzio di un'abbraccio sarà anche espressivo. ...... ma cosa c'è dipiù bello di un abbraccio accompagnato dalla parola ....ti amo ....ti voglio bene .....mi sei mancato/a.... ci ruivedremo presto ..............No ????

  • Jo[14-10-2009 18:24:51]

    I miei complimenti per lo scritto che condensa ottime riflessioni. Per Il commento di Leo ..a lui direi : probabilmente a quelle domande il SILENZIO è la miglior risposta; prova a non farle più e lascia che tutto arrivi. sarai felice anche del silenzio . Ciao

  • Leo[15-02-2009 17:56:45]

    Spesso tacendo diciamo di più che parlando e la parola viene usata per depistare più che per rivelare. Ma spesso questo modo di pensare rappresenta solo il nostro alibi che serve a giustificare la nostra fuga dalla realtà e dalle nostre responsabilità quitidiane. Spesso, troppo spesso ,ad una domanda importante si risponde con il silenzio ( o forse sarebbe meglio dire, si preferisce non rispondere) . Mi ami ? Mi vuoi bene ? Vuoi lasciarmi ? Mi hai tradito ? mi tradiresti ? ecc ecc. Queste sono le domande alle quali noi esseri umani spesso, troppo spesso anzichè rispondere ( no no ti amo, si ti amo ecc ) , si preferisce il silenzio, al metodo del confronto dialettico e alle scomode verità( che implica assuinzione di responsabiltà dirette) si preferisce il metodo della falsità, della convenienza personale......il silenzio.L’essere umano è l’unico tra gli animali che conosca l’uso della parola, ma spesso gli fa comodo dimenticarlo. Un saluto a tutti voi e buon lavoro

 
 
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