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Me and You and Everyone we Know

di Miranda July. Con Miranda July, John Hawkes

Ambientato nella provincia americana, vede districarsi tra le strade noiose e silenziose della città una serie di strampalati personaggi. Protagonisti sono un' aspirante artista tassista per anziani e un commesso di un grande magazzino appena divorziato con due figli. 

Storie d' amore impossibili, scoperta della sessualità, senso di solitudine, la morte incombente: i temi e lo stile sono quelli classici del cinema d' autore indipendente americano. Miranda July esordisce dietro la macchina da presa, concedendosi anche il ruolo della protagonista, in un film apprezzato e premiato a Cannes e al Sundance Film Festival. Come detto la struttura è quella del cinema indipendente con tanto di colonna sonora perenne, solitudini raccontate con eccesso di ricerca poetica, bambini che si vogliono più furbi e intelligenti degli adulti.

La July mostra del talento in alcuni accenni d' ironia e autoironia, e nella costruzione di alcune scene come quella della prima metaforica passeggiata fuori del magazzino tra i due protagonisti, ma in altri casi non sa dosare gli ingredienti e spesso cade in forzature e brutture, soprattutto nella descrizione dei bambini e nella cucitura delle storie. Grazie anche agli attori il film appare comunque godibile e lontano da alcuni eccessi tradizionali in queste storie dai toni languidi e tristi. Certo si rischia sempre di far gridare al capolavoro ad un pubblico più facilone che si lascia entusiasmare da trucchi stravisti come la sequenza del pesciolino rosso, sebbene sia raccontata con grazia.

Spesso si ride di gusto e alcuni piccoli personaggi sono ben raccontati ma a mancare forse è il coinvolgimento vero e proprio, e sono infatti gli aspetti più drammatici ad essere smorzati e non si sa quanto volontariamente. Esordio promettente ma che non lascia capire fino in fondo quanto ci sia di un piglio sincero e garbato nel raccontare una realtà quotidiana, e quanto invece di maniera e voglia di sorprendere artificiosamente sulle stranezze della vita.

**

Svevo Moltrasio

[12-12-2005]

 
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