Giornale di informazione di Roma - Lunedi 18 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Agguato di Nettuno, i Carabinieri ''Non è razzismo, solo stupidità''

i ragazzi arrestati ''volevamo vedere quanto durava''

Le loro serate le trascorrono tra alcol e droga e sabato notte, subito dopo le 4, hanno deciso di provare qualcosa di nuovo. Ora dicono che l'idea gli è venuta per caso. "Se semo inventati 'sta goliardata " ha ripetuto ai carabinieri, il sedicenne. Gli altri sono più grandi, Francesco, ha 28 anni, Gianluca, 19. Quando li hanno portati in caserma hanno cercato di fare i duri, di negare anche l'evidenza. "Teste vuote" li ha definiti uno degli investigatori che ha partecipato all'interrogatorio. Uno scherzo, "n'idea pe' divertisse un po'", questo è stata l'aggressione al barbone indiano.

E pare siano lontane dalla politica, da possibili derive razziste. Non hanno un lavoro fisso, non sono tifosi, non sembrano avere alcun vero interesse. Passano il tempo vagando in auto, spesso sbronzi, la testa annebbiata dal "fumo". Non hanno precedenti penali, ma fanno una vita da sbandati. 

I tre erano insieme come al solito, su di giri. "Stavamo a cerca' un'emozione forte, qualcuno che dorme per strada. Volevamo fa' un gesto eclatante" ammette il ragazzino quando capisce che di lui e degli altri due sanno già tutto. La madre lo aspetta fuori, avrà meno di quarant'anni. Vivono ad Ardea, forse neanche lei sa spiegarsi come mai abbia amici così grandi.

"Non c'è razzismo — afferma convinto il comandante provinciale dei carabinieri Vittorio Tomasone — ma solo stupidità e sballo che li ha portati a compiere un gesto atroce".

"Se era romeno o negro non ci fregava niente -racconta il più giovane- siamo passati dalla stazione e abbiamo visto uno sulla panchina. Abbiamo riempito una bottiglia di benzina. Siamo entrati in due, la macchina aveva il motore acceso". Lo spruzzo di vernice per accecare l'indiano, la benzina cosparsa addosso, la fiammella che si accende, i vestiti che prendono fuoco. Il ragazzino ammette ma non mostra alcun segno di pentimento. Non sembra addirittura rendersi conto della gravità di quello che hanno fatto. "Volevamo vedere quanto durava, ma poi pensavamo di spegnerlo". Lo dice proprio così, come fosse un gioco.

 
 

[02-02-2009]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE