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A History of Violence

di David Cronenberg. Con Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris

di Svevo Moltrasio

Ritratto di una tranquilla e bella famigliola della provincia americana: Tom è un uomo mite e un padre affettuoso, con una bella moglie e due figli, un liceale timido e una bimba bionda, che paiono la materializzazione del sogno americano. La bambina urla nel sonno e tutti le si stringono attorno per consolarla dal brutto sogno; Tom non ha la macchina e la moglie contenta lo accompagna a lavoro con la sua; fanno la colazione allegramente con i cereali nel latte e il papà gestisce tranquillamente un piccolo bar del paese. Peccato che l'ingresso nel locale di due malviventi non sia che il principio di una spirale di violenza.

L'acclamato regista canadese David Cronenberg torna al cinema a tre anni da SPIDER adattando una graphic novel di John Wagner e Vince Locke. Film complesso questo A HISTORY OF VIOLENCE, sviluppato tramite diversi colpi di scena sfruttati in maniera capillare nell'arco della storia e che ogni volta sembrano volgere la situazione nell'ambito di diversi cliché cinematografici. Il buono che si scopre violento, un passato rimosso che riaffiora gradualmente, personaggi inquietanti che dalla città vengono a sconvolgere la quiete della provincia e la resa dei conti finale, sembrano provenire da tanti altri film, eppure Cronenberg riesce sempre a prendere di sorpresa lo spettatore grazie ad una resa stilistica assolutamente magistrale.

Ma il film non è semplicemente uno sfoggio si stile, perché dell'ennesima denuncia della violenza insita dentro ogni individuo, il regista sfrutta i connotati più cupi, facendo esplodere la ferocia nelle situazioni più inattese e con modalità disturbanti: nelle scene di sesso, così come negli apparentemente innocui battibecchi liceali, la violenza incombe portando il film e i personaggi ben al di là della prevedile metamorfosi buono-cattivo, mite-aggressivo. Dando vita ad una vera e propria odissea nei meandri di una società, che sia l'allegra famigliola o la malavita organizzata, che pone inevitabilmente le proprie basi su regole di aggressività verso le quali è impossibile redimersi.

Spunto di riflessione comune a tanti grandi pensatori del cinema, questo sincero pessimismo, è condito in A HISTORY OF VIOLENCE da una dose di ironia e una straordinaria coordinazione narrativa sviluppata per accumuli, e conclusa in uno splendida e sanguinosa resa dei conti finale, saggiamente meno inquietante dell'epilogo falso buonista con il papà che raggiunge la famiglia a cena. Brevi apparizioni dei personaggi interpretati da Ed Harris e William Hurt, arricchiscono un film cucito su grandi scene - d'antologia il fratello cattivo che resta chiuso fuori casa nello scontro finale, e che cercando le chiavi si espone definitivamente alla pistola di Tom - e vertice della carriera del regista.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[26-12-2005]

 
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