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Uccide il vicino di casa senegalese

arrestato dai colleghi un ispettore di polizia

Un immigrato senegalese, Diouf Ckeikh di 42 anni, è stato ucciso nella prima mattinata con un fucile a pompa da un ispettore di polizia di 50 anni in un palazzo di Civitavecchia, nel quartiere di Campo dell'Oro. L'omicidio è avvenuto nel corso di una lite scoppiata sembrerebbe per motivi condominiali: c'erano probabilmente vecchi rancori tra il poliziotto e la vittima.  Secondo il racconto del poliziotto il colpo sarebbe partito accidentalmente, l'uomo dice di essere intervenuto per sedare una lite tra stranieri.

Verso le 9 i due si sono incontrati sulle scale del palazzo e sarebbe scoppiata l'ennesima lite. Il poliziotto è tornato in casa ha preso un fucile a pompa, ha raggiunto il senegalese e gli ha sparato da distanza ravvicinata un solo colpo. La vittima è stata colpita ad una coscia, il proiettile ha reciso l'arteria femorale. Poi è stato portato in ospedale, dopo poco è morto.

L'ispettore di polizia avrebbe chiamato lui stesso il 113 ed è stato arrestato dagli stessi suoi agenti. In via Sposito sono intervenuti anche gli agenti della scientifica per i rilievi. La lite viene viene smentita dal cugino della vittima.

"Ho sentito due spari. Diouf, mio cugino, era fuori in giardino stava preparando le sue cose per andare a lavorare al mercato dove ha un bancone. Sono uscito e l'ho visto a terra e il poliziotto con il fucile di colore grigio imbracciato che sparava. Diouf ci ha detto di rientrare in casa. Ci siamo vestiti. Dopo dieci minuti è arrivata la polizia. Hanno soccorso Diouf che era a terra sanguinante, hanno tentato di bloccare l'emorragia con una cinta. Poi è arrivata l'ambulanza e lo hanno portato via. Noi siamo stati portati prima in commissariato e poi in procura". Questa la versione dei fatti raccontata da Dagne Mori cugino di Diouf Ckeikh e suo coinquilino con un altro cugino della vittima Modou Balla raccontata alla comunità senegalese che si trova ancora davanti al commissariato. "Non abbiamo sentito alcun litigio tra mio cugino e il poliziotto - continua Dagne - l'agente è entrato nel giardino di casa e ha fatto fuoco. L'ho visto con i miei occhi".

LA MAPPA DOVE E' AVVENUTO L'OMICIDIO

Appresa notizia della morte di un loro connazionale dai telegiornali, davanti al commissariato di Civitavecchia, in viale della Vittoria, si è radunato un gruppo di decine di senegalesi arrivati da varie parti del comprensorio, in particolare da Ladispoli.

"Era una persona bravissima e a Civitavecchia lo conoscevano tutti. Era in Italia e a Civitavecchia da più di 20 anni per lavorare e mantenere la sua famiglia in Senegal". Così Mustafà,  amico di  Chehari Mehari Fuoid, ricorda il 42enne. "Non sappiamo se ci siano stati altri litigi e come sono andate le cose. Certo è - continua Muustafà - che noi non abbiamo mai ammazzato nessuno. È un padre di famiglia, ti rendi conto. Non è che uno si sveglia la mattina e ammazza una persona. Cherari usciva la mattina alle 6 e rientrava la sera alle 22. Viveva in quella casa con due fratelli".

Quando dal commissariato sono usciti due testimoni, i senegalesi hanno protestato con la polizia e cercato di impedire che la macchina lasciasse il commissariato perché volevano sapere dove li stavano portando. I testimoni sono
stati portati in procura dal pm mentre il poliziotto che ha ucciso il senegalese è in attesa di essere interrogato, intanto il Questore Giuseppe Caruso ha già firmato il provvedimento di sospensione dal servizio dell'ispettore arrestato.

I senegalesi accorsi di fronte al commissariato a Civitavecchia hanno bloccato per protesta viale della Vittoria con due cassonetti. Gli stranieri urlano "Vogliamo giustizia, vogliamo sapere. Chiamate la magistratura". Gli agenti della polizia di Stato usciti dal commissariato stanno cercando di convincerli a togliere il blocco stradale.

[31-01-2009]

 
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