
L’indifferenza è probabilmente uno dei sentimenti peggiori.
Ci isola con cinismo dal mondo a noi circostante e ci fa vedere solo quello che i nostri occhi vogliono vedere.
Mai, come in questo periodo, ho visto così tante persone che necessitano di un nostro aiuto, sia esso materiale sia esso d’affetto e d’amore.
Ci preoccupiamo di fare donazioni, di adottare bambini a distanza, di inviare sms a scopo umanitario; ci sono intere trasmissioni che si preoccupano dei bambini dell’Africa e delle sue popolazioni così martoriate.
Ma alle persone che ci sono accanto chi ci pensa?
Se iniziassimo a guardare con più attenzione chi ci è vicino, ci accorgeremmo che anche loro, soprattutto loro, hanno bisogno di noi.
Purtroppo i poveri accanto a noi stanno aumentando, o forse ci sono sempre stati, così come aumentano le persone che sempre più spesso muoiono da sole.
Mi rendo conto che aiutare un estraneo del nostro quartiere, un parente in difficoltà, o un amico che chiede il nostro aiuto, è sempre più difficile perché questo comporta il coinvolgimento di noi stessi in prima persona. Ci obbliga a guardare con realismo ciò che non abbiamo mai voluto vedere. Forse occupandoci indirettamente degli altri con un bonifico, un versamento, una qualsiasi operazione che non duri più di pochi minuti, riusciamo a dare sollievo alla nostra coscienza. Non dimentichiamo però che si tratta di un sollievo temporaneo.
Non voglio certamente dire che non bisogna occuparci di chi sta lontano centinaia e centina di chilometri o di chi probabilmente non incontreremo mai. Ovviamente no. Ma preoccuparci di chi sta così lontano, significa aver già dato tanto a chi ci sta vicino.
Quanto ci costa aiutare un anziano che non arriva con lo stipendio a fine mese o aiutare una giovane coppia in crisi? E’ così difficile per noi andare a trovare una persona che è abbandonata in ospedale? O aiutare i nostri genitori a sentirsi meno soli?
Credo che quello che non dobbiamo perdere è proprio l’interesse per gli altri.
Tutto questo si potrebbe risolvere con un sostegno morale, con la nostra presenza.
Noi crediamo di non conoscere nessuno che vive in questa situazione, nessuno che ci è accanto che vive un disagio così grande. Ma provate a riflettere e soprattutto a guardare al di là delle nostre immediate conoscenze. Troveremo tantissime persone che hanno bisogno di noi.
[25-01-2009]
l'Arabo[15-04-2009 17:19:45]
L'indifferenza non è una malattia ma una conseguenza di quello che ci circonda oggi. Una volta, mi ricordo, si stava con la porta di casa aperta. La signora del piano di sopra, all'ora di pranzo, ti portava ad assaggiare una scodella di quello che aveva cucinato e viceversa facevamo noi. Sicuramente "ieri" non eravamo così indifferenti. Oggi, invece lo siamo per quello che ci circonda. Oggi, se aiuti qualcuno a rialsarsi, rischi che ti dica che sei stato tu a farlo cadere, oppure se cadiamo noi, nessuno ci aiuta! Percui, continuiamo tranquillamente a farci i fatti nostri perchè dal "prossimo" non c'è da aspettarsi niente di buono. Va bene così.
Solo[15-04-2009 10:35:03]
Ho letto questo articolo solo ora, mentre cercavo la parola indifferenza sul motore di ricerca. Ebbene io forse sono una sfortunata vittima dell'indifferenza, ho cercato in tutti i modi ma mi ritrovo ancora solo, so cavarmela, ho trovato lavoro, mi occupo di mia madre anziana, ma sono stanco di essere circondato da persone che non si accorgono che ho bisogno di una parola, un amicizia, un po' di affetto. Persino le persone che frequentano la parrocchia sono fredde e ciniche nei miei confronti, mi evitano come se avessi la peste. Eppure non sono ne brutto ne asociale, eppure mi sento così sfortunato....
Solo[15-04-2009 10:33:19]
Ho letto questo articolo solo ora, mentre cercavo la parola indifferenza sul motore di ricerca. Ebbene io forse sono una sfortunata vittima dell'indifferenza, ho cercato in tutti i modi ma mi ritrovo ancora solo, so cavarmela, ho trovato lavoro, mi occupo di mia madre anziana, ma sono stanco di essere circondato da persone che non si accorgono che ho bisogno di una parola, un amicizia, un po' di affetto. Persino le persone che frequentano la parrocchia sono fredde e ciniche nei miei confronti, mi evitano come se avessi la peste. Eppure non sono ne brutto ne asociale, eppure mi sento così sfortunato....
candido[27-01-2009 23:26:03]
Brava Ale, l'indifferenza credo che sia forse il male di questo secolo e che essa sia alla base del nostro male. Ciao e continua così
Santo[27-01-2009 11:32:47]
E' proprio vero, il mondo ha bisogno d'altruismo e di tanto amore!!! Brava Alex, con questi articoli regali alla comunità messaggi positivi!
cix[27-01-2009 11:19:59]
l'indifferenza è proprio una brutta bestia. concordo con te che sia probabilmente il sentimento peggiore. provare indifferenza verso quello che facciamo o in tutte le nostre relazioni con gli altri non ci fa vivere a pieno la nostra vita. nella peggiore delle situazioni l'indifferenza diventa apatia che potrebbe portare alla depressione. in altri casi l'indifferenza è frutto di egocentrismo esasperato: mettiamo il nostro io al centro del mondo incuranti della qualità del mondo che ci circonda. accolgo l'invito di Alessandra: come primo passo aiutiamo le persone bisognose che ci circondano, sforzandoci di non limitare il nostro aiuto ad un offerta in denaro. ma aiutiamo in primo luogo noi stessi vivendo con passione la nostra vita lavorativa, civica e politica.





