Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
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L'indifferenza

L’indifferenza è probabilmente  uno dei sentimenti peggiori.
Ci isola con cinismo dal mondo a noi circostante e ci fa vedere solo quello che i nostri occhi vogliono vedere.
Mai, come in questo periodo, ho visto così tante persone che necessitano di un nostro aiuto, sia esso materiale sia esso d’affetto e d’amore.

Ci preoccupiamo di fare donazioni, di adottare bambini a distanza, di inviare sms a scopo umanitario; ci sono intere trasmissioni che si preoccupano dei bambini dell’Africa e delle sue popolazioni così martoriate.
Ma alle persone che ci sono accanto chi ci pensa?
Se iniziassimo a guardare con più attenzione chi ci è vicino, ci accorgeremmo che anche loro, soprattutto loro, hanno bisogno di noi.
Purtroppo i poveri accanto a noi stanno aumentando, o forse ci sono sempre stati, così come aumentano le persone che sempre più spesso muoiono da sole.

Mi rendo conto che aiutare un estraneo del nostro quartiere, un parente in difficoltà, o un amico che chiede il nostro aiuto, è sempre più difficile perché questo comporta il coinvolgimento di noi stessi in prima persona. Ci obbliga a guardare con realismo ciò che non abbiamo mai voluto vedere. Forse occupandoci indirettamente degli altri con un bonifico, un versamento, una qualsiasi operazione che non duri più di pochi minuti, riusciamo a dare sollievo alla nostra coscienza. Non dimentichiamo però che si tratta di un sollievo temporaneo.

Non voglio certamente dire che non bisogna occuparci di chi sta lontano centinaia e centina di chilometri o di chi probabilmente non incontreremo mai. Ovviamente no. Ma preoccuparci di chi sta così lontano, significa aver già dato tanto a chi ci sta vicino.
Quanto ci costa aiutare un anziano che non arriva con lo stipendio a fine mese o aiutare una giovane coppia in crisi? E’ così difficile per noi andare a trovare una persona che è abbandonata in ospedale? O aiutare i nostri genitori a sentirsi meno soli?
Credo che quello che non dobbiamo perdere è proprio l’interesse per gli altri.
Tutto questo si potrebbe risolvere con un sostegno morale, con la nostra presenza.

Noi crediamo di non conoscere nessuno che vive in questa situazione, nessuno che ci è accanto che vive un disagio così grande. Ma provate a riflettere e soprattutto a guardare al di là delle nostre immediate conoscenze. Troveremo tantissime persone che hanno bisogno di noi.

scrivete a: alessandrascortichini@yahoo.it   

[25-01-2009]

 
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