Di Giuseppe Duca [20-01-2009]
cARMELO[28-01-2009 14:37:40]
Più di una volta mi sono posto la domanda e ho sostenuto che nell’ambito della psicosi collettiva che pervade il nostro tessuto sociale vi siano due forme di pedofilia e cioè: a) La pedofilia b)La pseudo –pedofilia o i così detti “Falsi Abusi”. La prima è certamente quella in cui ci sono delle prove concrete di ogni ordine e grado che determinano da un lato un trauma nel minore, d’altro l’abusante ha difficoltà a metabolizzare la sua azione criminale, sia per la sua convinzione culturale e ambientale in cui e cresciuto, sia per una forma patologica che è pressoché inguaribile, in cui ogni mezzo impiegato per condurlo verso una rivisitazione del reato e pressoché inutile, così come auspicare la castrazione chimica o l’esportazione delle gonadi, conduce verso forme di violenza che generano sempre violenza. La seconda si basa essenzialmente sul convincimento che certi comportamenti del bambino sono sinonimo di un vissuto con un adulto o le dicerie del contesto assunte per vere. A base di questo ragionamento viene preso, come fattore di riferimento, le discipline di psicologica e psichiatrica, a tal punto da suggestionare i Giudici e la collettività come discipline scientifiche. Questo significa snaturare il principio della dimostrabilità della prova, assumendo come inferenza “Non è vero ma ci credo” condannando degli innocenti sostenendo che: “una madre ha le capacità di leggere nella mente della propria figlia e distinguere quando dice la verità o la menzogna”. Questa è l’esistenza della terza cultura, in cui le convinzioni che non si possono dimostrare diventano prove, anche se spesso sono sbagliate. Oppure dogmi come: “Credo ma non posso dimostrarlo”, “Non sono sicuro di credere che ci credo ma voglio farlo”, “La convinzione e la prova sono aspetti complementari, se sono convinto non ho bisogno della prova, se ho la prova non necessariamente devo essere convinto” E’ evidente che simili inferenze non possono altro che alimentare la pseudo-pedofilia o i falsi abusi, perché tutto è lecito come tutto è illecito, facendo prevalere l’autorità o l’autorevolezza di chi dovrà decidere la sorte altrui. Questo, per di più, è un fattore permeante verso coloro che non conoscono una sola riga delle due discipline sopra menzionate come ad esempio: Genitori, Avvocati, Pubblici Ministeri, Giudici, Politici… Oggi quello che necessita è essenzialmente il Buonsenso e la lungimiranza della conoscenza culturale condivisa, senza generare violenza o per una e quanto effimera supremazia.
roberta sgrelli[25-01-2009 18:29:47]
Ieri sera ho avuto la grande gioia di assistere allo spettacolo e ne ho ammirato il ritmo, l'efficacia e l'equilibrio fra dramma e sorriso, proprio della vita stessa. Accorsi mi ha stupito per la sua disnvoltura, la Morlacchi per la sua grandezza recitativa. Grazie.

