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Quattro dischi e un po' di whisky

una commedia all’insegna delle canzoni di Renato Zero

Di Giuseppe Duca
 
Ha debuttato con successo l’altra sera al Teatro Colosseo la commedia “Quattro dischi e un po’ di whisky”, scritta da Roberto Biondi per la regia di Fabrizio Raggi, ed interpretata da Diego Longobardi, Linda Santaguida, Giulia Cantore e Francesco De Angelis. E’ la storia di quattro ragazzi, tre più uno, molto diversi tra di loro ma uniti dalla passione per le canzoni di Renato Zero, che si incontrano la prima volta nel 1989. A distanza di quasi 20 anni, Camillo, Paola, Rossana e Lorenzo, intrecciano i loro destini una seconda volta rincontrandosi al bar “Quattro dischi e un po’ di whisky”. Non sono più ragazzi e il tempo ha cambiato molte cose, tranne naturalmente la loro passione per il mitico Renato. La loro storia inizia qui, in un bar il cui nome è un omaggio dichiarato al cantante romano, dove convergono i sogni, le aspirazioni e le delusioni, dove si rinsaldano le amicizie e nascono storie d’amore. Diego Longobardi è Camillo, nel prologo studente pieno di speranze e sorcino al massimo del suo splendore, oggi scrittore di favole ancora alla ricerca della fama. Gay spumeggiante negli anni ’80, è un “moderato” ma che non ha perso la sua frizzante verve. Giulia Cantore è Rossana aspirante poetessa nel prologo gestisce il cocktail bar “Quattro dischi e un po’ di whisky”. Pur avendo superato gli “anta” è un concentrato di energia ed esuberanza e naturalmente è ancora una sorcina d.o.c. Linda Santaguida è Paola, aspirante attrice obesa nel prologo. E’ il classico bruco divenuto farfalla: magra ed affascinante, ha realizzato il sogno di fare l’attrice interpretando ruoli da “bella”, ma ha ancora piccole fobie che l’affliggono.

Infine Francesco De Angelis interpreta Lorenzo giovane e dalla bellezza conturbante, nel prologo è un poco convinto e convincente neo-prete mentre in seguito è un idraulico e un allenatore di rugby, ma cosa più importante si sente finalmente un uomo realizzato e soddisfatto di sé. Prendendo spunto da Renato Zero, un’icona nazional-popolare, le cui canzoni appartengono all’immaginario collettivo di svariate generazioni, lo spettacolo racconta, con leggerezza ed ironia, la storia di quattro amici, tra nevrosi e dubbi, aspirazioni e disillusioni ma narra anche del coraggio di essere se stessi fino in fondo, coerenti con i propri sogni.

“Questo spettacolo è un inno al ‘coraggio delle idee’, come cantava Renato Zero – ha spiegato il regista Fabrizio Raggi -. Il coraggio cioè di assumersi le proprie responsabilità. Di crescere, di vivere, di accettare la propria natura e di realizzare così il proprio sogno: riuscire a vivere sereni senza tradire se stessi riuscendo a far coincidere il proprio io con la visione dell’io che hanno gli altri”.

Prodotto da Davide Tovi, Claudio Lisitano e Stefania Curci in collaborazione con Simone Morandi, “Quattro dischi e un po’ di whisky” rimarrà in scena al Colosseo Nuovo Teatro fino al 1 Febbraio.

[19-01-2009]

 
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