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Divieto alcolici in centro storico

protestano residenti e commercianti

È partita sabato sera la battaglia di Gianni Alemanno allo sballo nella Capitale. Tre ordinanze, una del prefetto e due del sindaco, hanno vietato nel centro storico e nelle zone calde della movida la vendita da asporto di bevande in bottiglia o in lattina dopo le 21 e la somministrazione di alcolici nei locali dopo le 2 di notte. Soddisfazione per gli effetti della prima notte astemia romana da parte dell’amministrazione comunale: l’assessore alle attività produttive Davide Bordoni fa sapere che, se necessario, verrà migliorata l’ordinanza, ma il divieto per le associazioni culturali di vendere alcool dopo l’orario stabilito resterà anche successivamente al 28 febbraio, data in cui i provvedimenti dovrebbero scadere.

Arrivano tuttavia proteste dai residenti delle zone escluse dalla normativa (Monti, Esquilino e Ostiense) e dai commercianti di quelle incluse. In particolare il presidente del Centro storico Orlando Corsetti esprime il suo disappunto così: “Siccome non si riesce a punire i responsabili delle violenze, si penalizzano tutti. Anzi, si penalizzano alcuni rioni e altri no. Queste ordinanze non risolvono i problemi del centro storico, sono un bluff”. Gli abitanti di Monti temono, infatti, un’invasione della gioventù alcolica che finora ha colpito soprattutto Campo de’ Fiori. Non a caso il consiglio municipale del centro storico ha votato all’unanimità l’estensione dell’ordinanza su tutto il territorio.

I commercianti non sembrano contenti delle nuove misure anti-alcool e minacciano di ricorrere al Tar se dopo il 28 febbraio tutto non torna come prima. “Abbiamo registrato cali del 40-50% delle vendite nelle ultime due serate – afferma Liborio Pepi, leader di Piepet Confesercenti –. Per questo chiediamo all’amministrazione di limitare l’ordinanza al fine settimana e di posticipare l’inizio dei divieti alle 23”. Alcuni ragazzi sabato sera hanno distribuito volantini: “Stanno colpendo la società giovanile, ci vietanno di vivere le strade della nostra città liberamente”.
“Cercheremo di coinvolgere artitsti, di far vivere le piazze di notte: se le brave persone sono in stada per vedersi uno spettacolo, i malintenzionati hanno meno possibilità di fare danni”.

Se a Campo de' Fiori, luogo per eccellenza della movida capitolina, i commercianti sono pronti ad imprigionare i clienti ai tavoli e a offrire promozioni per chi consuma dentro al locale, con un grande dispiegamento delle forze dell'ordine in alcuni momenti addirittura più numerose dei giovani sulla piazza, a Trastevere sembra che le ordinanze del sindaco e del prefetto non siano nemmeno state recapitate. La birra dopo il Tg, come è stata soprannominata in questi giorni, qui si beve eccome. "Questa misura è inutile - spiega Giuliano Donati mentre sorseggia un amaro - chi può permetterselo si siederà ai tavoli, chi non può, si porterà l'alcol da casa".

 
 

[19-01-2009]

 
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