Giornale di informazione di Roma - Venerdi 15 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Politikamente
 
» Prima Pagina » Politikamente
 
 

Tra libertÓ d'informazione e partigianeria

Violento scontro tra la Annunziata e Santoro sul conflitto israelo-palestinese

di Filippo Pazienza

La guerra in atto nella Striscia di Gaza è un conflitto a tutti gli effetti. Come tale crea divisioni, contrasti e polemiche anche in sedi nelle quali, probabilmente, non dovrebbe accadere. Mentre sul fronte militare sembra delinearsi un "cessate il fuoco" tra le due parti, sul piano mediatico il conflitto israelo-palestinese continua a far parlare di sé. L'ultima, discussa pagina di giornalismo è arrivata direttamente dalla trasmissione di Michele Santoro, "Annozero". Facciamo però un passo indietro tentando di delineare meglio il quadro della situazione prima ancora di parlare della lite tra il conduttore e Lucia Annunziata.

Dopo i violenti scontri degli ultimi giorni, con l'operazione "Piombo fuso" che è entrata nella terza fase, quella di una massiccia presenza terrestre delle truppe anche nei centri abitati, sembra vicino un accordo tra le due parti per arrivare ad una interruzione del conflitto. Potrebbe risultare decisivo, a questo proposito, il vertice promosso dall'Egitto in programma domani a Sharm El-Sheikh. Oltre al premier israeliano Ehud Olmert e il presidente dell'Anp Abu Mazen, dovrebbero essere presenti al summit anche numerosi capi di stato delle potenze europee.

In realtà, anche qualora si giungesse ad una felice conclusione del vertice, il ventilato "cessate il fuoco" sembra poggiare su basi ben poco solide dal momento in cui sia da una parte che dall'altra resta ferma l'intenzione di non gettare le armi. Basti pensare alle parole di Tzipi Livni, ministro degli esteri israeliano - "Se Hamas rialzerà la testa reagiremo con forza" - alle quali ha risposto Abu Hemdan, uno dei leader di Hamas: "Questo cessate il fuoco unilaterale non prevede il ritiro dell'esercito israeliano e fin quando resterà a Gaza la resistenza e lo scontro proseguiranno".

In attesa degli sviluppi della trattativa, mettiamo da parte l'essenza del conflitto per tornare alla polemica di casa nostra.  Giovedì 15 gennaio, puntata di "Annozero" dedicata ovviamente alla guerra in atto nella Striscia di Gaza. Ad un certo punto, Lucia Annunziata, tra gli ospiti, si alza e abbandona lo studio lamentandosi di "una trasmissione impostata al 99.9%. mirata con immagini ed orientamenti solo a sottolineare la versione palestinese". Pronta e come sempre dura la risposta di Santoro: "Che anche tu debba venire qua come ospite e dire queste fesserie che continuamente sentiamo su di noi è veramente una volgarità".

Ora, il punto non è la valutazione del pensiero né di Santoro né dell'Annunziata che, in quanto tale, resta sempre e comunque appartenente al campo della soggettività. La considerazione più utile è quella su un modo di fare giornalismo,  in particolar modo quando si tratta di giornalismo politico, che appare spesso e volentieri troppo politicizzato, di parte. Anche, e non solo, tenendo presente che il programma va in onda su un canale Rai, quindi soggetto più che mai ai criteri di imparzialità e pluralità dell'informazione. Che a scandalizzarsi sia stata poi Lucia Annunziata (di orientamento politico sicuramente non filo-israeliano) è un dettaglio da non sottovalutare, anche se la questione meriterebbe un approfondimento specifico sui contenuti della trasmissione che non è il caso di compiere in questa sede.

Ben vengano i giudizi più difformi sullo stesso evento, da sempre garanzia di libertà. Meno rispettabile una presentazione troppo parziale compiuta all'interno di un contenitore pubblico. In sintesi, liberissimo Santoro di pensarla come vuole. Meno di esporre tale pensiero in quel modo e soprattutto in quel contesto. Un problema, quello della partigianeria all'interno della comunicazione politica, che probabilmente viene spesso posto in modo errato. Non è infatti solo una questione di "fede politica", di pensarla in un modo o nell'altro. E' soprattutto il corretto esercizio della preziosa possibilità di informare.

Il caso, com'era lecito attendersi, ha suscitato il solito mare di polemiche e reazioni anch'esse ovviamente soggette a chiavi di interpretazioni politica differenti. Sostegno per il comportamento dell'Annunziata è giunto da tutto il centrodestra, a partire da Silvio Berlusconi, memore di tanti screzi avuti col giornalista: "Ha fatto bene. Speriamo che ora anche a sinistra capiscano come funzionano le trasmissioni di Santoro". Critiche severe nei confronti di Santoro sono arrivate anche da Gianfranco Fini, Presidente della Camera, il quale ha chiamato il Presidente della Rai, Claudio Petruccioli, per denunciare che "nella trasmissione è stato superato il livello di decenza". Quanto a Santoro, sembra che proprio l'intervento di Fini sia stato quello che maggiormente ha urtato il giornalista: "In un paese normale il livello della decenza lo supera un presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti istituzionali, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l'opinione pubblica". Pungente anche il riferimento a Veltroni: "Perchè non va a Gaza invece che in Africa se vuole rendersi utile?".

IL LITIGIO SANTORO - ANNUNZIATA

La presunta parzialità di Santoro, per la prima volta, ha però infastidito anche esponenti dell'opposizione. Luigi Zanda, vicecapogruppo del Pd al Senato, ha parlato di "spettacolarizzazione dell'informazione", ricordando l'appoggio offerto invece a Santoro in passato per la posizione assunta nei confronti di altre tematiche. Decisamente solidale col conduttore di "Annozero" è stato invece Vincenzo Vita del Pd: "Sarà magari anche vero (riferendosi alla sospetta parzialità, ndr), tuttavia è più vero ancora che sotto le ceneri sembra covare la tentazione di un nuovo editto bulgaro. Le pagliuzze di Santoro ogni volta diventano una trave ad uso e consumo del lungo corteo di censori di questa disgraziata stagione politica". Sulla stessa lunghezza d'onda si sono espressi anche Massimo Donadi dell'Idv e Manuela Palermi del Pdci che ha anche ringraziato Santoro "che per la prima volta ha presentato ai telespettatori italiani la tragica realtà di Gaza".

[17-01-2009]

 
Lascia il tuo commento