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La regina dei castelli di carta

In libreria il terzo romanzo postumo di Stieg Larsson

Chissà se Stieg Larsson avrebbe immaginato un successo di tale portata. Il giornalista svedese, morto di infarto nel 2004 a soli cinquant’anni, si conferma con il suo terzo romanzo l'autore di uno dei casi editoriali più interessanti degli ultimi anni.

Dopo il brillante esordio internazionale di "Uomini che odiano le donne" e la conferma di critica e pubblico con "La ragazza che giocava con il fuoco", sono state già superate le più rosee previsioni di vendita: tra Svezia, Francia, Germania e Italia, la saga “Millennium” ha venduto ben 8 milioni di copie solo in Europa, un numero destinato a salire, se consideriamo anche i primi dati di vendita di Gran Bretagna e USA dove la trilogia è approdata da pochi mesi.

Quanto al tanto atteso “La regina dei castelli di carta” (Marsilio editore), dal 9 Gennaio è finalmente disponibile anche nelle librerie nostrane, dopo lunghe attese per le centinaia di migliaia di lettori italiani costretti finora ad interagire con utenti di Blog svedesi e francesi per avere anticipazioni sul (forse) epilogo delle avventure del fascinoso Mikael Blomqvist e della giovane hacker Lisbeth Salander.

Ritroviamo Lisbeth in un letto d’ospedale con una pallottola conficcata nel cranio che ancora una volta lotta con la morte e vince, tuttavia resta ben lontana dal risolvere i suoi problemi: gravi minacce mettono a repentaglio la sua vita. Mikael, dal suo canto, cerca di indagare sulla vita della giovane eroina ed è deciso a pubblicare un articolo di denuncia che rischia di avere profonde ripercussioni sul governo dell’intero Paese. E anche nel terzo romanzo non manca la congerie di personaggi secondari, che Larsson considerava fondamentali per il completo svolgimento della trama: il disumano Zalachenko, l’amante di Mikael Erika Berger, Kurdo Baksi (amico fraterno realmente esistito), il pugile Paulo Roberto e non ultima la sorella di Mikael, Annika Giannini che accetterà la difesa legale di Lisbeth.

Ancora una volta Stieg Larsson centra l’obiettivo: presenta una insolita Svezia “noir”, dove la violenza feroce e l’odio verso il più debole (in particolare verso le donne ) diventano efferati e gratuiti in una società che si compone di glaciali meccanismi di burocrazia e ben celata illegalità. Attraverso il genere thriller, e mediante una prosa scorrevole e asciutta, Larsson fa appassionare alle vicende dei suoi eroi, tutte sapientemente articolate e capaci di tenere il lettore sveglio fino all’alba a leggere pagine e pagine senza stancarsi.Ma non si tratta soltanto di una lettura scorrevole e avvincente che vede ben mescolati atmosfere cupe e colpi di scena. Larsson rende il lettore amaramente consapevole di alcune caratteristiche del genere umano che spessp si preferisce tenere occultate o semplicemente fare finta di non vedere, prima fra tutte, la capacità di compiere, banalmente e gratuitamente, il male. Male che da privato può assumere attraverso perversioni e propaganda le dimensioni di male sociale, ben più radicato e radicale.

Quanto al quarto romanzo della serie? Si vocifera che ne esisterebbe una copia digitale nel computer di Larsson, addirittura i parenti dello scrittore giurano di averne visto una versione stampata sulla sua scrivania, subito dopo la morte di Stieg. Le pagine già pronte potrebbero essere più di duecento.

Larsson avrebbe risposto alle domande curiose dei suoi lettori come era solito rispondere ad Eva, sua compagna di vita, mentre scriveva i romanzi nell’appartamento di Stoccolma: “Non indovinerai mai cosa ha appena fatto Lisbeth Salander”!

Alessandra Soriano

[14-01-2009]

 
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