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Diaghilev Musagete

torna a Roma il russo Vladimir Vassiliev

Di Manuela Navazio

Torna a Roma, dove in passato è stato sempre molto applaudito, uno dei maggiori danzatori del nostro tempo, il russo Vladimir Vassiliev, 68 anni, icona di fama internazionale. Torna  per prendere parte, insieme a Carla

Fracci, altra icona del Novecento, a “Diaghilev Musagete”, balletto del 1929, che prodotto dal Teatro dell'Opera è in programma al Teatro Nazionale. Si tratta di uno spettacolo che viene proposto in occasione del centenario dei Balletti Russi (1909- 2009), omaggio in forma di miscellanea, ideato dal regista Beppe Menegatti. Lo scopo è di ricordare  Daighilev, Stravinskij e altri protagonisti di uno dei più straordinari laboratori d'arte del secolo scorso.      Vassiliev, ex “stella” del Bolshoi, è al centro di un complesso allestimento, in cui confluiscono le figure di scrittori, coreografi, pittori, compositori rivisti  attraverso il recupero di testi sparsi, a firma di Giacomo Balla, Coco Chanel, Jean Cocteau, Gabriele D'Annunzio, Stephane Mallarmé, Vaslav Nijinskj fino a  Virginia Woolf.

“Diaghilev Musagete” può ben definirsi una inedita fusione di coreografie, parole e musica sull'onda delle note di Erik Satie, Manuel De Falla, Igor Stravinskij, Un'operazione di grande fascino storico. Il corpo di ballo è formato da alcuni dei migliori elementi della danza italiana, Alessandro Molin,

Giuseppe Picone, Gaia Straccamore e Alessia Barberini. Gli attori in scena, per la parte in prosa, sono Italo Dall’Orto e Cosimo Manicone.

“Diaghilev - ha spiegato Beppe Menegatti in una conferenza stampa – è una personalità fondamentale nell'Europa del 900. Parlare di lui vuol dire affrontare una grande stagione ricca di nuove tendenze artistiche, nuovi musicisti, nuovi scrittori. Ricordare Diaghilev e la sua compagnia è un dovere per il Teatro dell'Opera perché i Balletti Russi vi debuttarono nel 1911 come

attrazione di punta in occasione dell'Esposizione Universale nel cinquantenario del Regno d'Italia. Una data che è incisa a caratteri d'oro nell'album del Costanzi”.                        

Successivamente, Diaghilev collaborò con i futuristi Balla e Depero, e pure questo va ricordato nel 2009, anno  in cui si celebra il centenario del primo manifesto lanciato da Marinetti.

"I Balletti Russi - ha concluso Menegatti -  tornarono ancora al Costanzi nel 1921 quando girarono da un capo all'altro dell'Europa. Diaghilev  resta il burattinaio, il grande creatore, un mito per tutti i tempi della danza. Con questo spettacolo viene anticipato il Festival dei Balletti Russi che il Teatro dell'Opera ha in programma in primavera".

Le repliche dell'atteso allestimento sono in programma fino al 18 gennaio,

primo atto della nuova stagione dell'Opera capitolina che avrà il suo avvio operistico il giorno 20 con “Aida” di Verdi con regia di Bob Wilson.

[13-01-2009]

 
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