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Video in 3d dell'omicidio Sandri

la procura ricostruisce l'accaduto

Un filmato della Procura ha ricostruito la dinamica dell'omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri nel novembre 2007 nell'area di servizio di Badia del Pino, in provincia di Arezzo. Nella simulazione, il poliziotto Luigi Spaccarotella, tenendo con due mani la pistola d'ordinanza, mira e spara contro l'auto sulla quale viaggiava. Il proiettile dopo aver urtato contro una rete metallica colpisce il finestrino anteriore e, poi, il 28enne romano.

Il filmato, della durata di 1 minuto e 37 secondi, è stato realizzato in base alle dichiarazioni di quattro testimoni. La notizia è riportata dal quotidiano La Repubblica. La simulazione, elaborata dai professori Domenico Compagnini e Paolo Russo, è alla base dell'imputazione di omicidio volontario contestata dal pm, Giuseppe Ledda, all'agente che, venerdì 16 gennaio, comparirà davanti al gup di Arezzo. Il giudice dovrà decidere se confermare l'accusa nei suoi confronti.

La ricostruzione mostra le varie fasi dell'omicidio: la sirena della Polstrada azionata per disperdere i tifosi di Lazio e Juventus che si stavano azzuffando, la fuga degli ultà, l'agente Spaccarotella (posizionato in un'area di servizio di fronte a quella del tafferuglio) che spara un colpo di intimidazione in aria e poi rincorre l'auto dei ragazzi, sulla quale viaggiava anche Sandri, e poi spara un colpo ad altezza uomo con la sua calibro 9 di ordinanza.

Nella simulazione, di cui dà notizia oggi Repubblica, l'agente spara a braccia tese e il proiettile viene poi deviato da una rete metallica. Su quest'ultimo punto si concentra la battaglia fra i periti. Per i difensori di Spaccarotella, non solo l'agente non sparò con due mani - il colpo sarebbe partito accidentalmente durante la corsa - ma la deviazione fu determinante. I difensori fanno notare inoltre che nella ricostruzione le braccia dell'agente sono tese, ma immobili: Spaccarotella, quindi, non avrebbe seguito l'auto su cui viaggiava Sandri, che era in movimento. Per il legale dei Sandri, Michele Monaco, l'agente mirò sparando con due mani, a braccia tese, e il colpo non fu deviato.

I legali dell'agente, Francesco Molino e Giampiero Renzo, hanno intenzione di chiedere un nuovo sopralluogo nell'area di servizio e nuove perizie, convinti di poter demolire l'accusa di omicidio volontario. "Spaccarotella ha sparato in aria mentre un gruppo di incappucciati aggrediva uno juventino - hanno ribadito i difensori - poi nella corsa è partito un colpo accidentale, che oltretutto ha subito una deviazione decisiva".

"Quattro testimoni affermano il contrario - incalza l'avvocato della famiglia Sandri, Michele Monaco - La verità è che Spaccarotella mirò e sparò ad altezza d'uomo".

 
 

[13-01-2009]

 
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