Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Teatro Roma
 
» Prima Pagina » Cultura Roma » Teatro Roma
 
 

Senza Swing

al Sistina spettacolo di Flavio Insinna

Di Manuela Navazio

Dopo il clamoroso successo televisivo, tra caserme di carabinieri e pacchi-regalo, Flavio Insinna torna al suo primo amore, il teatro. Più precisamente al Sistina, con lo spettacolo ''Senza Swing'' per la regia di Giampiero Solari. ''Arrivo al Sistina con grande paura e rispetto – ha confessato -.

Per me è veramente una forte emozione. Un altro si godrebbe questo momento con maggiore soddisfazione. Io invece sono un crepuscolare e quindi penso alla soggezione che mi mette. Venivo al Sistina con i miei genitori, poi ad assistere agli spettacoli del mio grande maestro, Gigi Proietti. Adesso salgo sul palco da attore ma lo faccio in punta di piedi''. Tuttavia, Insinna appare consapevole che ''non è la bellezza di un teatro che fa la bellezza di uno spettacolo'', e quindi, anche con questo nuovo lavoro cerca di ''meritarsi'' il consenso del pubblico. ''Cerco sempre di meritarmi quanto mi è stato dato in questi anni – ha spiegato - Ho impiegato undici anni per arrivare a fare lo spettacolo come volevo io, senza scorciatoie, nè furberie''. Ed è proprio questo suo porsi contro i cosiddetti “furbetti” che diventa la storia di ''Senza Swing''. ''Lo spettacolo è molto autobiografico – ha proseguito -. Di me c'è innanzitutto la pazienza, la voglia di sentirmi artigiano tutta la vita. In questi venti anni di carriera c'è sempre stato qualcosa che mi ha bruciato dentro''.

"Senza Swing" è un, vicine a noi. Flavio Insinna intreccia il racconto della vicenda ed interagisce in scena con una band di nove elementi, a metà strada tra la classica banda da caserma e la big band da locale.

La musica diventa un continuo riverbero del racconto, rende concreti diversi episodi che riguardano la banda della caserma e contribuisce energicamente a dare un ritmo serrato allo spettacolo. Questo spettacolo diventa una nuova sfida che si pone come obbiettivo "il giocare" con modi diversi di raccontare una storia in teatro. "Senza Swing" porta in maniera ironica un contenuto di rifiuto e di necessità di reagire alla mediocrità. Le vite "furbette" e mediocri sono senza swing. Ma lo spettacolo lascia anche una sensazione positiva nello spettatore dal momento che ti fa sentire che se uno reagisce alla mediocrità e crede che i propri sogni si possano realizzare si raggiungeranno sempre risultati inaspettati. Credendoci e lottando per realizzare le proprie passioni, si rischia di vivere pieni di swing.

[13-01-2009]

 
Lascia il tuo commento