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Teatro: ''La Pelle''

Al Valle la Napoli di Curzio Malaparte

Di Giuseppe Duca

La scena è una stiva vuota, il ventre di una città, un deposito di scarti, ovunque una moltitudine di scarpe vecchie, stracci e cartacce in cui la luce incerta e, anch’essa malata, è protagonista: la Napoli desolata del dopoguerra, quella del Vesuvio che ne attraversa le viscere, quella raccontata da Curzio Malaparte, ritrova temi ed intuizioni ne “La Pelle”. In scena al Teatro Valle  Marco Baliani e quella storia scomoda e maledetta, pubblicata nel 1949 per sconvolgere, scuotere, condannare come in una discesa all’inferno. A metà tra la narrazione ed il documento, quasi un reportage, capace di alimentare di lucidità spietata il testo teatrale, dove il narratore è di nuovo pronto a mettere il dito nella piaga. Accanto al regista, Marion D’Amburgo e Maria Maglietta insieme ad altri 15 attori per impersonare quella società di cui l’epidermide è metaforicamente solo la parte esterna: di una città appunto, della società, dell’Europa che verrà. Due i laboratori (a Napoli e a Prato) per creare uno spettacolo costruito per quadri, quasi in una scansione che segue l’andamento del romanzo, per approssimazioni creative.

Uno spettacolo disperato nel quale il trucco non c’è più, perchè il teatro è diretto, aperto ad offrire una testimonianza viva, fatta di interventi, riflessioni, emozioni civili per un maestro che la scena la conosce per averla abitata. Un trionfo della morte ma caravaggescamente illuminato (di rilievo l’ideazione fotografica di Roberto Innocenti) in una speranza di altruismo, l’unica via per un recupero di umanità. Oltre le parole visionarie, morbose e feroci senza appelli né redenzione.

Oltre la metafora della guerra in scena, lo spettacolo può essere una testimonianza indiretta di un altro impegno, capace di promuovere la cultura della solidarietà, della pace, del rispetto dei diritti umani: è il lavoro di Emergency, l’associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita alle vittime civili delle guerre. Ed a loro, nonché alle loro testimonianze, è dedicata la mostra fotografica “La Guerra Com’è” alla quale sono abbinate (su prenotazione presso l’ufficio promozione del teatro, numero verde 800011616) proiezioni di documentari con possibilità di dibattito ed informazioni. Postazioni esplicative e di raccolta fondi, supporteranno inoltre la presenza di questa organizzazione umanitaria in teatro. Se ne discuterà anche con Marco Baliani in un incontro col pubblico martedì 13 gennaio alle ore 17.00 sempre al Valle per raccontare quelle ed altre esperienze di intervento e di pace.

[12-01-2009]

 
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