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Vaticano, un filtro in pių alle leggi italiane

per alcuni č ''una barricata''

di Simone Chiaramonte

Il Vaticano non recepisce più automaticamente le leggi italiane. A partire dal 1 gennaio 2009 infatti è entrata in vigore una nuova legge sulle fonti del diritto che sostituisce la disciplina del 7 giugno 1929, ossia quella emanata in seguito alla firma dei Patti Lateranensi.

Il contenuto delle norme promulgate da Benedetto XVI nell'ottobre del 2008 è stato divulgato sull'Osservatore Romano da José María Serrano Ruiz, presidente della corte di appello dello Stato vaticano, il cui articolo è stato ripreso da diverse testate.

Per l'agenzia cattolica internazionale Zenit la nuova legge introduce un cambiamento importante: "Mentre la precedente prevedeva una sorta di recezione automatica che si presumeva come regola, solo eccezionalmente rifiutata per motivi di radicale incompatibilità con leggi fondamentali dell'Ordinamento canonico o dei trattati bilaterali, nella nuova disciplina si introduce la necessità di un previo recepimento da parte della competente autorità vaticana".

Nella nuova disposizione si mette quindi in luce la posizione preferenziale dell'ordinamento canonico che diventa così "prima fonte normativa" e "primo criterio di riferimento interpretativo". La legge italiana assume invece il grado di "fonte suppletiva".

Discordanti le interpretazioni
di questa importante novità: per gli analisti vaticani citati dal giornale del Paese centro-americano El Salvador.com "questa decisione dello Stato pontificio risponde a norme come la legalizzazione del divorzio ma vuole anche blindarsi di fronte a future leggi sulla famiglia o che possano riconoscere le unioni omosessuali". D'altronde lo stesso Ruiz ha evidenziato “un contrasto, con troppa frequenza evidente, di tali leggi (quelle italiane, ndr) con principi non rinunziabili da parte della Chiesa”.

Per il direttore dell'Osservatore Romano Gian Maria Vian, la cui posizione è riportata su Zenit, il cambiamento non rappresenterebbe un passo indietro rispetto allo spirito di laicità della legislazione del '29: "Questo piccolo Stato ha un ordinamento giuridico proprio perché non è teocratico".  

[02-01-2009]

 
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