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Harold Pinter: un Nobel da non dimenticare

Addio al drammaturgo britannico e al suo ''teatro della minaccia''

Premio Nobel per la letteratura nel 2005, lo scrittore e drammaturgo britannico Harold Pinter è morto alla vigilia di Natale a Londra, all’età di 78 anni.

Nato in un sobborgo londinese nel 1930, Pinter ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel mondo del teatro sin dai tempi del College, frequentando per un breve periodo la Royal Academy of Dramatic Art e recitando in una compagnia shakespeariana col nome d’arte di David Baron. Nel 1957 gli studenti dell’università di Bristol rappresentarono la sua prima commedia, “The Room”

Dopo lo scarso riscontro di pubblico per “The Birthday Party” (rappresentato nel 1958), Pinter salì alla ribalta con “The Caretaker”(1960), etichettata insieme alle altre commedie scritte negli anni Sessanta come “commedia della minaccia”, per l’evoluzione verso l’assurdo che l’intreccio narrativo subisce in modo apparentemente inspiegabile per il pubblico. Non è difficile riconoscere l’influenza sulle opere di Pinter esercitata da Samuel Beckett, che ben presto divenne suo amico e con il quale condivideva la passione per il cricket e il rugby, oltre che per il teatro.

A partire gli anni ’70 si dedicò maggiormente alla regia, improntando i suoi lavori con riflessioni politiche con orientamento verso la sinistra. Il suo impegno di letterato è stato negli anni quello di portare con le sue opere l’attenzione dell’opinione pubblica verso i casi paradigmatici di oppressione e violazione dei diritti umani.

Nel 1982 venne candidato all'Oscar per la sceneggiatura non originale di “La donna del tenente francese”.

Nel 2002, in occasione del conferimento della laurea ad honorem all’Università di Torino, dichiarò che “l'amministrazione Bush, con la guerra in Iraq, si è trasformata in un animale selvaggio assetato di sangue”, bollando inoltre Tony Blair con un “utile idiota”.

Negli anni del conflitto in Iraq ha aderito alla coalizione Respect, fondata da George Galloway (deputato espulso dal New Labour di Blair per il suo radicalismo pacifista), che si è posta come nuovo movimento antiglobalizzazione in alternativa al Labour, con gli obiettivi di rispetto , socialismo, pace, ecologia, eguaglianza e trade union.

“In questo ci somigliavamo molto e il nostro teatro - racconta Dario Fo, diventato negli anni suo amico - nasceva dalle stesse ragioni di denuncia contro il militarismo, la guerra, la supremazia degli interessi economici. Di questo abbiamo parlato quando l’ho conosciuto, di come un certo capitalismo ha ridotto il mondo d’oggi”

Nell'ottobre 2005 l’Accademia di Svezia lo proclamò vincitore dl Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "nelle sue commedie [egli] scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell'oppressione".

Nello stesso anno dichiarò di voler abbandonare la commedia per dedicarsi alla politica, mentre a pochi mesi fa risale il suo ultimo appello per fare giustizia ed individuare i responsabili dell’uccisione di Anna Politkovskaia.

Ad oggi, le opere di Harold Pinter sono tra le più rappresentate al mondo, malgrado il suo teatro sia stato per anni considerato eccentrico e incomprensibile. Egli stesso ha dichiarato “Adesso sono diventato comprensibile, accettabile, eppure le mie commedie sono sempre le stesse di allora. Non ho cambiato una sola battuta!”  Harold Pinter ha espresso l’incertezza e il timore che hanno caratterizzato la seconda metà del Novecento attraverso personaggi che vivono la realtà sospesi e interdetti, restando sganciati da ogni contingenza.

In un’intervista rilasciata al “Messaggero” nel 2004, alla domanda su cosa si concentrasse quando pensava ad una delle sue creature teatrali rispose:

"Sul silenzio. È nel silenzio che i personaggi acquistano consistenza, presenza. Nel non detto".

Alessandra Soriano

 

 

[31-12-2008]

 
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