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PD rimette in discussione le primarie

''ridurre il loro utilizzo''

Walter Veltroni

di Simone Chiaramonte


"Lo strumento più bello nella sua vetrina" è ora messo in discussione. Le Monde, primo giornale francese, si occupa delle primarie, mezzo di consultazione popolare osannato dalla sinistra italiana ed invidiato nel resto d'Europa ma ora criticato da alcuni esponenti del PD e prossimo ad essere ridimensionato.

"A quindici mesi dalla nascita  la sua linea politica, il programma e la scelta delle alleanze non sono ancora tracciati eppure il PD può vantare l'utilizzo di uno strumento che per primo ha lanciato in Europa". Tutte le formazioni politiche continentali di centro-sinistra hanno infatti mandato loro rappresentanti nella penisola per analizzare questo "miracolo": 3,5 milioni di lettori per designare nel 2005 Romano Prodi come candidato della coalizione alle elezioni politiche, più o meno lo stesso numero di persone che due anni più tardi ha scelto Walter Veltroni come leader della nuova formazione.

Il 19 dicembre, in occasione di una riunione della direzione del partito, diverse voci hanno però criticato l'utilizzo delle primarie. Una questione che maschera in realtà la debolezza della leadership di Veltroni, di cui la permanenza di "correnti" che si sono sostituite ai diversi partiti amalgamati nel PD, ne è la prova più evidente.

Secondo gli scettici, "condotti da Massimo d'Alema", le primarie impediscono una vera strutturazione del partito in organizzazione capace di decidere e offrono al capo eletto a seguito della consultazione popolare la possibilità di opporre la legittimazione ricevuta alle critiche interne al partito.
In un'intervista, riferisce Le Monde, l'ex ministro Pierluigi Bersani, ha rimesso in discussione "l'utopia di un partito in presa diretta con la società e di un meccanismo che permetterebbe di tirarlo fuori da tutti i problemi".

Le 4.000 elezioni amministrative che si svolgeranno a giugno del 2009 potrebbero quindi costituire una nuova occasione per offrire spettacoli di fratture in correnti,  volte ciascuna a difendere il proprio candidato alle primarie. Da qui l'ipotesi di riservare questo strumento di consultazione agli esecutivi più importanti, come quelli delle grandi città, delle provincie e delle regioni.

Per lo storico dell'Italia Marc Lazar tuttavia un ritorno indietro è impossibile: "Il processo si diffonde in Europa poiché le primarie per il momento sono l'unica risposta dei partiti di sinistra alla crisi democratica". 

ARTICOLO LE MONDE  

[23-12-2008]

 
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