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Il regista di matrimoni

di Marco Bellocchio. Con Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro

di Svevo Moltrasio

Cineasta affermato, Franco Elica si ritrova quasi casualmente in un paesino della Sicilia: in preda a riflessioni e ripensamenti, si fa coinvolgere nella realizzazione del filmato di un matrimonio commissionatogli dal padre della futura sposa. La lavorazione lo porterà a contatto con una realtà misteriosa e affascinante.

Il nuovo lavoro di Bellocchio era particolarmente atteso vista la collaborazione con il bravo Sergio Castellitto, coppia che aveva dato vita al sorprendente L'ORA DI RELIGIONE. Fatta eccezione per una prima breve parte, IL REGISTA DI MATRIMONI è ambientato sulla costa siciliana, in un bel paesaggio in cui si perde il riflessivo Franco Elica, regista colto da una strana crisi d'ispirazione che lo allontana dalla lavorazione dell'adattamento de I promessi sposi manzoniani, a favore di una bizzarra operazione semi amatoriale.

Bellocchio si diverte a raccontare un paese stralunato con personaggi che sembrano provenire da pagine di romanzi, e che rispecchiano un' Italia confusa e colorata, con registi disperati che si danno morti per ottenere i giusti riconoscimenti. Il gioco per buona parte è curioso e coinvolgente, grazie ad un protagonista, come al solito ben caratterizzato da Castellitto, incuriosito dalla strana realtà che lo circonda che lo porta a scoprire intrighi complicati e macchinosi.

Ma il progredire della storia, con il costante distacco del regista e le contorte soluzioni narrative, rischia di porre il film negli irritanti binari di un cinema troppo autoriflessivo, in cui lo spettatore si perde con un senso di disorientamento non adeguatamente bilanciato dal fascino della visione. Bellocchio sa cogliere il meglio dal suo cinema, con alcune sequenze di valore spesso costruite con un grande senso dell'ironia; ma con altrettanta facilità cade nelle brutture dei film sul cinema, con frequenti e fastidiose inquadrature in bianco e nero frutto di telecamere nascoste, e con abuso d' immagini simboliche - gli orologi, il treno, le feste del paese -. Si ha la spiacevole sensazione che tutto il buon lavoro sviluppato nella prima parte, si perda nella voluta confusione finale, smorzando il risultato di un prodotto ambizioso ma involuto

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[12-05-2006]

 
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