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Sangue - La Morte Non Esiste

di Libero De Rienzo. Con Elio Germano, Emanuela Barilozzi

Stella e Iuri, fratelli legati da un rapporto morboso, incestuoso e dirompente, vivono tre giornate turbolente tra droghe, rave party e sangue: il finale non sarà a lieto fine.

Altro esordio dietro la macchina da presa per un giovane attore del nostro cinema: Libero De Rienzo, che si è imposto al pubblico nell'insopportabile ruolo di coprotagonista nel pessimo SANTA MARADONA, scrive e dirige questa opera dal basso budget distribuita in pochissime copie sul territorio nazionale.

Nella promozione che in questi giorni regista e attori stanno facendo del film, si pone l'accento sulle qualità innovative ed originali che l'opera manifesta rispetto alla presunta banalità del panorama della nostra cinematografia: SANGUE è difatti raccontato tramite un uso arbitrario del montaggio, frenetico e discontinuo, con immagini spesso sgradevoli, sia nel contenuto che nell'impaginazione, e con un tono che con disinvoltura passa dal dramma giovanile alla commedia grottesca.

Tutto questo forse non basta per fare un cinema di qualità, ma paradossalmente rischia di spaventare ed allontanare proprio il pubblico che si ritrova coinvolto in una narrazione gratuitamente caotica e sgradevole. Davvero è di questo che ha bisogno il nostro cinema per uscire da certi luoghi comuni? Probabilmente si può avere più di un dubbio, ma la scarsa distribuzione di cui è soggetto il film di Libero De Rienzo è di certo ingiusta, e l'opera, pur con tutti i suoi limiti e ingenuità, avrebbe meritato più attenzione.

La storia di Stella e Iuri contiene in ogni modo alcuni aspetti d'interesse, come ad esempio nella conferma delle qualità recitative di Elio Germano, e nell'intelligente epilogo in chiesa, sicuramente la cosa migliore del film. Certo lo stile adoperato da Libero De Rienzo, che si concede un piccolo ruolo spagnoleggiante, impedisce una facile lettura delle qualità dell'opera, rendendo così superfluo qualsiasi tentativo di analisi critica e lasciando in sospeso il giudizio sulle doti del giovane autore. Cinema adrenalinico e furbesco, fin troppo sfacciato nel voler apparire controcorrente e che dietro ogni scena, inseguimento, personaggio e dialogo, rischia sempre una magra implosione.

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Svevo Moltrasio

[18-05-2006]

 
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