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Nuovomondo

di Emanuele Crialese. Con Vincenzo Amato, Charlotte Gainsbourg

 di Svevo Moltrasio

Agli inizi del secolo scorso Savatore, contadino siciliano, e la sua famiglia si imbarcano come tanti altri per l'America in cerca di fortuna. Il viaggio faticoso e lungo sarà per tutti il principio di una nuova era che vedrà l'incontro di diverse culture: lo stesso Salvatore sposerà una silenziosa donna inglese conosciuta durante la traversata.

Crialese torna al cinema dopo l'inaspettato successo di RESPIRO: NUOVOMONDO può contare su una poderosa coproduzione europea che ha permesso una confezione da esportazione, agevolando anche la scelta per il titolo italiano da mandare agli Oscar che è caduta proprio sul film applaudito e premiato all'ultimo festival veneziano (con riconoscimento creato per l'occasione).

Il regista continua il suo percorso stilistico abbracciando la tradizione di un certo cinema italiano -vpensiamo al viscontiano LA TERRA TREMA - e contaminandola con un personale sguardo che predilige il viaggio introspettivo: non a caso sebbene il film racconti la traversata dell'oceano da parte di una povera famiglia siciliana, le immagini si concentrano più sui volti, fatta eccezione per le prime scene ambientate nella terra natia dei personaggi. Si vede poco mare e dell'America solo gli interni dell'edificio dove gli emigranti vengono controllati, valutati e spesso rispediti indietro.

In NUOVOMONDO si conferma lo stile elegante di Crialese capace di trarre il meglio dagli attori e di evitare noiosi virtuosismi, trovando una chiave di lettura interessante da un tema piuttosto logoro. Il viaggio è inteso come una continua separazione, prima dalla propria terra (la partenza della nave è tra le cose più belle del film), successivamente dalla famiglia (che alla fine verrà dimezzata) e per ultima dalla propria cultura. Il rischio è che questo sia un cinema incapace di parlare ad un pubblico ampio, complice anche una narrazione non sempre avvincente e spesso spezzata da alcuni sipari surreali che il più delle volte girano a vuoto. Non è il caso del mare di latte che con gran classe chiude poeticamente il film.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[03-11-2006]

 
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