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Teatro di Natale

alla Basilica dei Santi Bonifacio ed Alessio

Di Giuseppe Duca

Fino a sabato prossimo, la cripta della Basilica dei Santi Bonifacio ed Alessio ospita un componimento di Marcello Amici dal titolo “Teatro di Natale, interpretato dallo stesso Amici (che ne ha curato anche la regia), Antonella Alfieri,  Maria Pia Carlucci, Cristina Chirach, Giorgio Corcos,  Umberto Quadraroli,  Anna Varlese e Marco Vincenzetti.

Amici, in cosa consiste questo progetto?

“È la recita a soggetto per la grande notte di Betlemme. Un componimento che attinge alle Sacre scritture, alla letteratura europea, alle tradizioni romane. E’ un appuntamento con la poesia. La messinscena sale sulle colline di cartone del presepio e da lì gli attori guardano le contrade della terra illuminate da strane comete e popolate da gente triste. Tra i pupazzi del presepio tutto diventa leggenda e favola. Il quotidiano si riproduce per essere letto e interpretato”.
Davvero interessante…

“Il teatro prende in prestito le colline di cartone per intervenire in una delle stagioni più capricciose e incerte della storia dell’uomo, perché tornino i colori del sogno e della poesia. Da una parte i passi antichi della Notte Santa, dall’altra Maria e Giuseppe che arrivano a Betlemme per il censimento di Augusto. Cercano un alloggio. Ed ancora i profeti, i saggi, i contrari, i favorevoli, i filosofi che si ricompongono con accenni intensi di quello che accadrà nel pomeriggio di un Venerdì Santo”.

Perché ha voluto proporre questo spettacolo?

“Perché il teatro è il solo luogo dove gli spazi si riempiono di personaggi, di voci, di musica, di corpi, di significati e di simboli. Una messinscena fortemente costruita tra letteratura e palcoscenico che non deluderà certo gli spettatori. Almeno spero”.

Come definirebbe “Teatro di Natale”?

“Senza alcun dubbio  un’opera naif che la nostra Compagnia (“La bottega delle maschere” ndr)  mette in scena per trasmettere il Natale 2008 nel contesto delle asprezze internazionali e per ricordare il felice mondo dei bambini che prima fanno il giuoco, poi ci credono, poi lo vivono come vero. È una storia costruita con la poesia di tanti poeti, da Pascoli a Gozzano, da Quasimodo a Pasternak, da Manzoni a Ungaretti, con la solennità delle Sacre Scritture, del Corano e con la teatralità di certe laudi romane dei secoli XV e XVI. E’ una strana avventura di pupazzi traditi, offesi e santi. Il loro è un universo di gente che risale come dalle profondità di un abisso per scrivere una storia futurista dai connotati di sogno, dove si racconta di passioni non più soggette alla forza di gravità”.

Chi sono questi “Pupazzi”?

“Sono quelli che parlano, dicono, rivelano, esasperano i loro ricordi, i loro desideri, i loro dolori, i loro vizi, le loro virtù. Per loro il racconto di Natale colora la vita e riscrive la poetica dell’assurdo. È bello, almeno nei giorni vicini alla neve, pensare al teatro come a un luogo dove si possa contemplare la vita da una distanza giusta, da un posto protetto, tutto nostro, dove, ancora, è possibile una riflessione senza angosce, mentre la neve fiocca, fiocca, fiocca e una zana dondola pian piano ...”.

L’ingresso è gratuito (fino ad esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria).

Informazioni e prenotazioni: 06.6620982

Sarà benaccetto, comunque, un contributo per gli oltre 30.000 pasti caldi che ogni anno i Padri Somaschi della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino offrono ai poveri della città.

Il Presepe allestito in questa magnifica cornice sull’Aventino è stato realizzato da Padre Bruno Masetto.
 

[14-12-2008]

 
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