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''Sono di un altro pianeta''

Al Teatro Parioli il grande ritorno di Antonio Giuliani

Antonio Giuliani

Di Manuela Navazio
 
Ha debuttato in questi giorni con successo al Teatro Parioli Antonio Giuliani con il suo nuovo spettacolo dal titolo “Chi l’avrebbe mai detto…”, che resterà in scena per tutte le festività natalizie. “Di solito si dice che la crisi di un matrimonio arriva al settimo anniversario – ha confessato l’attore romano -. Essendo questo il mio sesto anno che mi lega al Parioli, spero nel prossimo futuro, di sfatare questo luogo comune, continuando questo sodalizio, che con il passare del tempo, non perde forza, anzi si consolida sempre più”.

Antonio, quali le novità di questo spettacolo?

“Stavolta, ho voluto dare spazio ad attori giovani e di talento, valorizzando l’enorme patrimonio che l’Italia possiede, un patrimonio fatto di costanza e passione, caratteristiche che devono appartenere a chi del teatro fa la sua vita. La commedia infatti propone un cast ampio e poliedrico, composto da due attrici e tre attori di assoluto spessore, i quali ruotano intorno al mio personaggio generando continui cambi di situazioni e dialoghi suggestivi”.

Quale è la sua chiave di lettura?

“Una scenografia molto particolare, che muta tra il primo e secondo atto, dando un cambio di ambientazione, è legata al filo logico dello spettacolo, dove gli oggetti, l’arredamento e i colori giocano un ruolo importantissimo.

Un’opera nella quale, anche gli effetti audio e luci si integrano perfettamente al suo interno, generando un prodotto uniforme sia nell’aspetto visivo che emotivo, dove non mancano situazioni imprevedibili e inaspettate, utilizzando musiche e coreografie che da sempre, fanno parte dei miei prodotti”.

Un lavoro diverso dal solito, dunque…

“Esatto. In quest’occasione ho desiderato infatti uscire fuori dagli schemi, direzionando la mia attenzione, su due poli opposti appartenenti alla sfera emozionale che l’uomo possiede. Due stati d’animo tanto lontani quanto vicini nei loro modi d’interpretarli. La tristezza, sentimento che ci assale nei momenti di sconforto e la comicità, con la quale possiamo alleggerire situazioni e accadimenti. La differenza tra questi, riflettendo, sta nell’interpretare le nostre giornate. Giocando tra il pianto e la risata, voglio sottolineare la facilità con la quale l’essere umano riesce ad adattarsi a differenti comportamenti e come un’artista, in questo caso comico, sappia cogliere i lati positivi, anche dove questi risultano celati. La diversità in alcuni casi, riesce ad attrarre invece che ad allontanare”.

Come definiresti questo progetto?

“Circondato da un fidato gruppo di lavoro che da anni fa parte della mia compagnia, presento un’opera, originale e frizzante, colma di messaggi positivi e riflessivi, in un mondo dove chi è diverso, viene etichettato e messo al margine, dove coloro che si espongono diventano non eroi ma bersagli, io mi sento, anzi io ‘Sono di un altro pianeta…’”.

[10-12-2008]

 
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