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Debito del Comune di Roma

il governo approva il piano di rientro

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha approvato il piano di rientro dal debito del Comune di Roma, presentato al governo dal sindaco Gianni Alemanno nella sue veste di commissario straordinario.

Il sindaco è autorizzato, proprio dal decreto del premier, ad adottare "tutti i provvedimenti necessari ed opportuni per l´attuazione e la gestione del piano di rientro, procedendo alla liquidazione e al pagamento dei debiti".

"Grazie a questa firma -ha detto Alemanno- il Comune evita il dissesto finanziario e gestisce, con l´aiuto del governo, il debito di 9 miliardi e 600 milioni di euro ereditato dalla precedente amministrazione. È veramente un evento storico per Roma, che rimette i conti in ordine. Con l'ok del Governo -ha detto Alemanno- all'utilizzo dei 500 milioni potremmo ripartire con la normale attività di bilancio, cominciando con l'assestamento 2008 che ci permetterà, tra l'altro, di utilizzare queste risorse per affrontare problemi come il degrado e per ricapitalizzare le aziende pubbliche".

Una decisione che archivia mesi di polemiche anche violente sul presunto "buco di bilancio" lasciato in eredità da Veltroni. Addebito bollato come "fasullo" dall´ex assessore al Bilancio Marco Causi e dall´intero Pd capitolino, che hanno sempre negato che i conti del Campidoglio fossero sull´orlo del dissesto.

Era stato sempre il governo, prima dell´estate, a varare una norma ad hoc, l´articolo 78 del decreto legge 112, per separare il bilancio in due parti, prima e dopo la data di elezione di Alemanno, accollando tutti i debiti pregressi a una sorta di bad company, da risanare con i soldi dello Stato. A patto che fosse appunto elaborato un piano di rientro, da sottoporre al vaglio di palazzo Chigi, per ottenere il finanziamento permanente. L'ok dal governo ora è arrivato.

 
 

[06-12-2008]

 
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