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Basil Theochrakis a Roma

A Palazzo Venezia l'opera dell'artista greco

Di Manuela Navazio
 
Per la prima volta, arriva in Italia l'opera dell'artista greco Basil Theocharakis.

Allestiti a Palazzo Venezia i dipinti realizzati dal 1952 a oggi, in tutto 200 opere rappresentative del percorso artistico del maestro e capaci di rivelare l'originalità delle sue scelte espressive. Curata da Takis Mavrotas, l'esposizione è suddivisa in diverse sezioni e propone i lavori più conosciuti, tra cui quelli del periodo astratto (1966-1980), nonché le composizioni

appartenenti al ciclo delle Nuvole (1987-1993), delle Paludi (1992), dei Paesaggi del fondale (2001-2008), dei Centri abitati (2007), fino ai Paesaggi (2007-2008) e alla serie dedicata al Monte Athos (1995-2008).

Theocharakis é un adoratore del disegno e della precisione. Non nel senso della raffigurazione fedele della realtà, ma della distribuzione armonica delle parti del quadro, che deve apparire un universo compiuto, in cui le forme e i colori si riflettono le une negli altri al fine di offrire allo spettatore la sensazione visiva del pittore nell'attimo in cui si pone di fronte al mondo che desidera raffigurare. “Basil Theocharakis è un adoratore del disegno e della precisione – ha osservato il Sovrintendente al Polo Museale Romano Claudio Strinati -. Non nel senso della raffigurazione fedele della realtà, ma della distribuzione armonica delle parti del quadro, che deve apparire un universo compiuto, in cui le forme e i colori si riflettono le une negli altri al fine di offrire allo spettatore la sensazione visiva del pittore nell’attimo in cui si pone di fronte al mondo che desidera raffigurare”.

Theocharakis nutre un amore profondo per il mare, e ne raffigura i fondali e la superficie come se si trattassero di un organismo vivente, cui l’artista anela e su cui egli desidera che puntiamo la nostra attenzione. Il mare è quasi un amico, con il quale sussiste un dialogo incessante giammai turbato da fraintendimenti o da sentimenti negativi. In questo modo, la mano dell’artista viaggia sul quadro con freschezza assoluta e disponibilità a registrare gli stimoli offerti dalla vista. “In certi punti del quadro – ha proseguito Strinati - la pennellata si addensa, si compone e si decompone come se fosse stata colta da un vero e proprio sacro furore volto alla conquista delle forme e della loro essenza reale. In altri punti la pennellata si fa più morbida fin quasi a scomparire, ma anche in questo caso traspare la percezione etica dell’artista che non crea il quadro per idealizzare gli oggetti ma per coglierne l’essenza recondita, che inevitabilmente giova al nostro equilibrio spirituale e alla nostra indagine, conscia o inconscia, volta alla gioia del pensiero, che preannuncia sempre una grande soddisfazione per tutti coloro in grado di esercitarlo davvero”.

Nato al Pireo, Basil Theocharakis vive e lavora ad Atene ed é membro della Camera ellenica delle arti figurative. Il governo francese lo ha nominato Cavaliere della Legion d'onore ed è Megas Chartularios del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Nel 2007 ha istituito la Fondazione per le arti

figurative e per la musica Basil e Marina Theocharakis, organismo senza scopo di lucro, ospitato in un edificio d'epoca nel cuore di Atene.

La mostra chiuderà i battenti il prossimo gennaio.
 
 
 
 
 

[04-12-2008]

 
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